"La vera emergenza non è soltanto la presenza di un'arma da guerra in pieno centro cittadino. La vera emergenza è il rischio che tutto questo venga considerato normale".
Lo dichiarano Nelide Milano e Barbara Tafuri, portavoci della Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti che hanno promosso il presidio civico che si terrà alla 19 a Piazza Montesanto.
"Quando una città comincia a ripetersi che "succede dappertutto" o che si tratta di fenomeni inevitabili, la criminalità ha già ottenuto la sua prima vittoria: la rassegnazione della comunità. E nei video che sono circolati nei giorni scorsi abbiamo notato anche questo: persone che assistevano alla rissa fra uomini e donne come si assiste alla scena di un film.
Le immagini di Montesanto raccontano un progressivo arretramento della cultura della legalità e l'indebolimento della presenza dello Stato sui territori più esposti. Non possiamo limitarci all'indignazione di fronte all'episodio del giorno per poi tornare alla normalità il giorno successivo".
Per le esponenti della Rete Sicurezza è necessario un cambio di passo immediato.
"Servono più uomini, più controlli, più presidio del territorio e un investimento straordinario nell'educazione e nella prevenzione. La sicurezza non può essere affidata esclusivamente all'intervento successivo delle forze dell'ordine: deve diventare una priorità politica permanente. Mettiamoci in testa che non esistono piccole illegalità irrilevanti. Ogni regola ignorata, ogni abuso tollerato, ogni violazione minimizzata contribuisce ad abbassare la soglia dell'accettabile e prepara il terreno alla violenza più grave.
Con la manifestazione di oggi abbiamo vogliamo lanciare un messaggio semplice e netto: Napoli non deve abituarsi alla violenza e non deve accettare che armi, risse e spari entrino a far parte della quotidianità urbana. La città merita sicurezza, legalità e libertà. Le istituzioni hanno il dovere di garantire tutte e tre prima che accadano le tragedie e che ci troviamo a piangere morti innocenti che si trovavano nel posto sbagliato".
