Una maxi-alleanza per blindare l’economia legale della Campania e stringere il cerchio attorno ai colletti bianchi. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa sottoscritto a Napoli tra la Procura Generale, le procure del Distretto, il Comando Regionale della Guardia di Finanza e la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate. Il patto punta a creare un fronte comune e strutturato contro i reati finanziari più insidiosi: dall'evasione fiscale su larga scala al riciclaggio, fino all'accumulazione di patrimoni illeciti.
Il focus sui "Grandi Evasori" e le società cartiere
L'iniziativa nasce da un dato di fatto: i grandi flussi di frode tributaria non sono semplici infrazioni, ma vere e proprie manifestazioni di criminalità economica organizzata. Le indagini si concentreranno su circuiti imprenditoriali opachi che sfruttano prestanome, false delocalizzazioni all'estero e le cosiddette "società cartiere" (aziende fantasma nate solo per emettere fatture per operazioni inesistenti).
Nel mirino degli inquirenti ci sono soprattutto le "frodi carosello" e la creazione di crediti d'imposta fittizi, meccanismi che non solo sottraggono miliardi di euro all'Erario, ma alterano la concorrenza, soffocando le imprese che operano nella legalità.
Scambio di dati e indagini patrimoniali lampo
Il cuore operativo dell'accordo sta nella condivisione immediata del patrimonio informativo. Incrociando le banche dati del Fisco con gli elementi investigativi delle Fiamme Gialle e delle Procure, sarà possibile far scattare indagini patrimoniali tempestive. L'obiettivo primario non è solo punire i responsabili, ma aggredire i beni e recuperare le somme sottratte alla collettività.
Il ruolo di coordinamento: La Procura Generale di Napoli si occuperà di monitorare periodicamente l'applicazione del protocollo, garantendo una strategia uniforme in tutto il territorio campano per massimizzare l'efficacia dei controlli.
