Bagnoli, disastro ambientale: 4 condannati in Appello

La Corte d'Appello di Napoli ha ribaltato i precedenti verdetti

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La difesa annuncia ricorso in Cassazione

Napoli.  

 

C'è stato il disastro ambientale legato alla gestione di Bagnolifutura. A stabilirlo è la seconda sezione della Corte di Appello di Napoli, che ha emesso un dispositivo di condanna per quattro imputati chiave, ritenuti responsabili di gravi omissioni nella bonifica del versante ovest della periferia napoletana. Si chiude così - salvo l'ultimo grado di giudizio - un lunghissimo iter giudiziario iniziato tra il 2007 e il 2008, nato dalle denunce di cittadini, comitati ambientalisti e familiari di vittime di malattie potenzialmente legate alla contaminazione del territorio.

Le condanne nel dettaglio

Accogliendo in pieno la linea del sostituto procuratore generale Stefania Buda, i giudici hanno inflitto: 2 anni e 6 mesi a Gianfranco Caligiuri (ex direttore tecnico di Bagnolifutura); 2 anni a Alfonso De Nardo (ex Arpac, gestione processi di riqualificazione); 1 anno e 8 mesi a Mario Hubler (ex vertice della società partecipata); 1 anno e 8 mesi a Giuseppe Pulli (ex esponente del Comune di Napoli).

Si tratta del terzo giudizio d'Appello per questa vicenda: i due precedenti gradi d'appello si erano conclusi con l'assoluzione generale con formula piena ("perché il fatto non sussiste"), successivamente annullate dalla Corte di Cassazione che aveva disposto nuovi dibattimenti.

Il nodo delle analisi e la strategia della difesa

Al centro del braccio di ferro in aula ci sono le analisi effettuate sulle cosiddette "morchie" (zolle di terreno) e una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche. Secondo l'ipotesi accusatoria, corroborata dal sequestro storico dei lotti disposto all'epoca dal gip Bruno D'Urso, sarebbe esistito un tacito accordo tra enti per attestare una bonifica completata solo in superficie. Una tesi fermamente respinta dagli imputati e dai loro legali (tra cui i penalisti Luca Bancale, Claudio Botti e il professor Alfonso Furgiuele). Proprio il professor Furgiuele ha annunciato battaglia legale: "Presenteremo ricorso in Cassazione, perché riteniamo irragionevole che possa dirsi accertata la responsabilità degli imputati oltre ogni ragionevole dubbio, dopo che ben due Corti d'Appello, composte da sei magistrati esperti, avevano concluso nel merito per l'insussistenza del fatto". La partita giudiziaria sul futuro di Bagnoli e sulle responsabilità della ex municipalizzata non è dunque ancora definitivamente chiusa.