Morte baby calciatore, è giallo. «Forse in fuga dalla stesa»

Antonio Gravina 16 anni è morto a bordo del suo motorino a Soccavo

Napoli.  

Una tragedia, l’ennesima sulle strade napoletane. Un incidente che al momento presenta molti lati oscuri. Troppi. E un talento del calcio che perde la vita a soli sedici anni. È morto così Antonio Gravina, 16 anni, giovane promessa del calcio campano. Attaccante nella formazione della Puteolana, Antonio è deceduto per le gravi ferite riportate in uno schianto avvenuto nel cuore della notte in via Marco Aurelio nel quartiere Soccavo, in quel Rione Traiano divenuto tristemente famoso per le «stese» armate degli uomini del clan.

La Virtus Entella ricorda con profondo dolore Antonio Gravina, per alcuni mesi nel nostro settore giovanile, nella formazione Under 17, la cui vita è stata spezzata da un tragico incidente stradale due sere fa nella sua Napoli. Alla famiglia e al cugino Nello Cutolo l’abbraccio commosso di tutta la società”. E’ questo il messaggio che la società ligure di serie B ha inviato alla famiglia di Antonio Gravina il baby calciatore del rione Traiano morto tragicamente in un violento schianto in via Marco Aurelio. La dinamica dell’incidente è ancora poco chiara. Si susseguono gli interrogatori degli amici che erano con lui quando si è verificato l'impatto. Il procuratore di calcio Paolo Palermo, che assiste l’attaccante Nello Cutolo da due anni in Liguria con l’Entella e cugino di Antonio Gravina, stamane dalle colonne del quotidiano Il Roma parla di Antonio, quel talento innnato. “Voleva diventare un calciatore professionista, aveva un talento innato. Per Antonio suo cugino Nello era un idolo. Un ragazzo straordinario, simpatico, un centrocampista dal grande talento tecnico – racconta – Già quando aveva sei o sette anni giocava a calcio come tutti i ragazzini nel rione, poi andando avanti cominciammo a vedere che aveva un bel tocco di palla. Mi dicevano tutti: sai c’è Antonio che promette bene. Quando compii 12 anni lo portai alla Puteolana 1909 da Gennaro Fiore e lì cominciò a fare sul serio. Alla Puteolana calcio 1909 è stato due anni. Compiuti i 14 anni lo proposi al settore giovanile del Livorno Calcio, do- ve allora giocava suo cugino, nella prima squadra .Era un ragionatore del centrocampo, le cose difficili le faceva diventare semplici con un tocco o con due tocchi. Il tipico “regista” del campo e un grande spirito di squadra. La sua caratteristica era il “tocco” che faceva girare tutta la squadra”. Da circa un anno per il 16enne era arrivata l’esperienza nell’Entella, nella formazione Under 17: “Quando si trasferì all’Entella a Chiavari – racconta Palermo – aveva un po’ di nostalgia della famiglia. Noi lo chiamavamo, lo esortavamo a resistere per la sua carriera. Ma fu solo inizialmente perchè comunque lui era determinato, spinto dalla grande passione per il calcio, nonostante la lontananza da casa. Stava promettendo bene. Lo guardavamo con occhi diversi, come si guarda un giovane che ha futuro in questo mestiere. Aveva tutte le qualità per diventare un calciatore professionista. È una grande perdita”. 

LA DINAMICA - A scontrarsi, secondo una prima ricostruzione affidata agli agenti della polizia municipale, due ciclomotori su uno dei quali viaggiava Gravina. Il ragazzo, subito trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta è stato poi ricoverato d’urgenza al San Giovanni Bosco a causa di un’emorragia toracica e cerebrale. Il decesso è avvenuto trenta minuti dopo le 4 del mattino. 

La giovane vittima è rimasta coinvolta in uno scontro con un altro motorino di cui però si sono perse le tracce. Non si riesce a risalire alle persone che viaggiavano a bordo dell'altro motorino. Sul luogo indicato dai testimoni come punto esatto dell’impatto non sono stati rinvenuti resti dell’altro ciclomotore. La dinamica resta un mistero. 

Sul caso indagano anche gli agenti del commissariato di polizia. Nessuna pista di indagine viene esclusa. Gli inquirenti stanno continuando a sentire gli amici a cercare come e perchè si siano scontrati con l'altro motorino. Nelle prime ore dopo l'incidente era circolata anche l'ipotesi di uno schianto con un'auto pirata. Versione poi decaduta con le prime verifiche. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella relativa ad un tentativo di fuga da un gruppo di centauri. Nella zona in cui è avvenuto l’incidente si sono verificate nelle ultime settimane decine di sparatorie. È possibile che i ragazzi stessero correndo via per evitare di incappare in qualche «sfilata» in armi. 

Redazione