Cinquantamila euro per indossare una divisa. Questa era la tangente da pagare per superare il concorso nelle forze armate. Sotto inchiesta ci sono 14 persone, tra cui un generale dell’esercito, un finanziere e alcuni sottufficiali delle forze armate. L’inchiesta della procura di Napoli parte da una denuncia di un giovane. Ora la guardia di finanza sta effettuando una serie di perquisizioni tra case e uffici degli indagati. I pm procedono sia sia per il reato di concussione per induzione, sia per millantato credito. Gli inquirenti infatti vogliono accettare se le richieste di denaro, generalmente comprese fra i 10mila o 20mila euro, fossero realmente dirette ad alterare l’esito del concorso o se, al contrario, si sia trattato di un raggiro organizzato alle spalle degli aspiranti militari e deliro congiunti.
Le perquisizioni hanno riguardato anche quattro scuole private che preparano i candidati al concorso. Dopo la prima denuncia l’inchiesta è andata avanti con interrogatori e acquisizioni di documenti. Dal lavoro degli investigatori è emerso che le famiglie erano disposte ad impegnare tutti i loro risparmi pur di ottenere un posto di lavoro per il figlio. All’esame c’è molto materiale: decine di computer, telefoni cellulari, comprese le memorie e i messaggi whatsapp.
