Rosa muore dopo l'intervento. «Vogliamo la verità»

L'appello dei figli di Rosa De Santis morta a Qualiano

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Qualiano.  

Troppo dolore. Troppe domande. Una morte che arriva in poche ore dopo un intervento che di routine. Sono ancora da chiarire le cause del decesso di Rosa De Santis, 74 anni, di Qualiano. La donna era stata ricoverata presso una nota clinica di Napoli per la rimozione di una placca alla carotide, ma, in seguito all’intervento chirurgico a cui era stata sottoposta non si è sentita bene. Due malori sequenziali e poi la morte in poche ore. A raccontare il dramma che ha travolto la famiglia Grimaldi De Santis è Luigi, figlio di Rosa. 

C’è un grosso punto di domanda intorno alla faccenda. Dopo aver sporto denuncia alle autorità competenti, i figli della donna chiedono risposte chiare e concrete: le indagini sono state avviate dalla Procura. E’ stata sequestrata la cartella clinica della signora predisposta l’autopsia. E’ necessario ricostruire il tutto per capire il motivo reale della morte della donna, ed è necessario scoprire se ci si ritrova di fronte, ad un nuovo, triste, caso di malasanità.

«Non ci daremo pace finché non sapremo come è morta nostra madre - racconta Luigi il figlio di Rosa -. Ha iniziato a sentirsi male in stanza. Due volte. Dopo poche ore è morta. Ho vissuto con i miei cari di momenti di angoscia e dolore che mi resteranno dentro per sempre. Mia mamma era entrata in quella clinica per un intervento semplice. E’ morta dopo poche ore e noi abbiamo assistito ad ogni momento di un giorno assurdo, che non auguriamo a nessuno di vivere. Da quando il cuore di mamma si è fermato continuo a pensare sempre allo stesso concetto: quando succede qualcosa del genere è come avere puntata contro una pistola in un assurdo meccanismo da roulette russa. Chi ne esce incolume esulta e non riflette su quanto ha rischiato, a chi come me perde sua madre viene esploso contro un proiettile di dolore e tragedia». Domattina saranno ufficialmente incaricati i tre periti che dovranno effettuare l’autopsia e chiarire ogni aspetto. «Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso. Vogliamo sapere come sia possibile che tutto questo sia accaduto. Vogliamo capire come e perché i soccorsi siano avvenuti in quella maniera. Noi eravamo lì. Vedere quella concitazione, quell’attesa è restato l’aspetto maggiormente traumatico. Colgo l’occasione per rivolgermi direttamente ai periti affinché accertino le reali cause della morte di mia madre».

La signora dopo l’intervento è stata portata in stanza. Nel suo letto a iniziato a stare male. Prima i conati di vomito. Sempre più frequenti. Poi i malori. Due in poche ore. 

«Ho visto arrivare i soccorritori ed effettuare le manovre cardiache. Mia mamma perdeva sangue. Hanno deciso di portarla subito in sala operatoria per tamponare la ferita al collo. E’ stato terribile. Il medico mi ha detto che mia madre il suo intervento, fanno parte di quel temuto 0,5 per cento dei casi di interventi andati male. Una casistica riservata a chi muore per motivi, a detta dei medici, naturali. Non posso credere a tutto questo. Voglio certezze e verità. Quella persona era mia madre».

Siep