L'Altra Campania: San Gregorio Armeno, dove nasce il presepe

Nuova puntata del format di 696 tv ottochannel

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Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

Il presepe o lo senti, oppure no. Nessuna via di mezzo. A Napoli non è un semplice addobbo natalizio, ma un vero e proprio percorso di vita. Si inizia a fare esattamente il 15 gennaio, quando il ciclo di quello precedente è finito, e si completa a mezzanotte del 24 dicembre, quando tra l’emozione collettiva si posiziona il Bambin Gesù sul fieno.

Nato come gioco per adulti è diventato il simbolo, l’anima della famiglia. Il presepio, come si chiama a Napoli, racconta un anno di amore, passione, fede e gioia, unità familiare.

Classico o moderno il presepe Napoli è quello più famoso. Ecco la nuova puntata de L’Altra Campania di 696 tv, dedicata alla strada dei pastori. (clicca per vedere la puntata realizzata da Simonetta Ieppariello, riprese Amato di Sunno e montaggio d Enrico Coppola)

Ecco le statuine in mostra dalla “matassara” che fila la lana e la ripulisce, passando per il femminiello, o sciòsciò e i dodici mestieri, che raccontano i cicli della vita, la possibilità di palingenesi e rinascita dal peccato. La speranza, forse, racconta meglio che di qualsiasi altro sentimento l’essenza di una città, e del suo popolo.

Il termine presepe o più correttamente, come riportato nella maggior parte dei dizionari, presepio deriva dal latino “praesaepe”, propriamente "recinto chiuso, greppia, mangiatoia". Nel significato comune il presepio è la rappresentazione plastica della nascita di Gesù che si fa tradizionalmente a Natale, con figure ed elementi mobili collocati su uno sfondo che ha al centro la grotta di Betlemme. Ma come ci racconta Lello Scuotto de La Scarabattola, la simbologia è profonda e ricca di storie e tradizione, leggende e folclore.

Un intreccio stretto di persone e vicoli, storie e maestri artigiani che a Napoli, più che altrove, si racconta nel caleidoscopico viaggio a San Gregorio Armeno, la via dei Pastori. «Il presepe da noi è simbolo di una famiglia - spiega Roberto Coletta di Arte presepiale -. Il presepe ha tante regole che si riducono ad una: deve avere una anima. Sì perchè chi lo fa lo pensa, lo vive, lo sente. Il presepe per noi Napoletano è la famiglia».  Emozioni enormi si respirano nel vedere i maestri artigiani lavorare con una dedizione e maestria unica. Vestiti finemente lavorati, pasta vitrea per creare occhi di piccolissime e amatissime statuette. Come racconta Marco Ferrigno, della Ferrigno srl - ».