Pompei romana, una città resiliente: a confronto ricercatori da tutto il mondo

Visita alle infrastrutture idrauliche realizzate dai romani per creare le città del futuro

pompei romana una citta resiliente a confronto ricercatori da tutto il mondo

Pompei romana era una città resiliente, a confronto ricercatori da tutto il Mondo. Domani visita alle infrastrutture idrauliche realizzate dai romani per creare le città del futuro...

Pompei.  

Domani al Parco Archeologico di Pompei la seconda giornata del Water Intelligence for Urban Resilience, con Dimitri Lekkas dell'Università di Aegean, Grecia, Shadi Hasan della Khalifa University, di Antonis Zopras, dell'Università di Cipro, Kwang – Ho Choo, dell'Università della Sud Corea, Maria Eugenia Suarez – Ojeda, dell'Università di Bacellona, Mohamed Ksibi, dell'Università della Tunisia, di Peter Jarvis, dell'Università di Cranfield e tanti altri ricercatori, archeologi.

"Domani vedremo attraverso la visita alle infrastrutture idrauliche d’epoca romana che Pompei era una città resiliente, gli antichi romani sono stati tra i primi al  mondo ad avere studiato e governato le risorse idriche, sia con gli acquedotti ma sia anche  con le fognature, ma non solo, anche la gestione delle piogge e delle acque sotterranee. 

 Pompei ha tutte queste infrastrutture in questa città e domani nell'ambito delle attività di Urban Water Security avremo un laboratorio in campo.  

Con il supporto del Parco archeologico di Pompei andremo a visitare le infrastrutture  idrauliche, i serbatoi, come gli antichi romani hanno costruito questa città  resiliente. Studieremo Pompei antica per capire e far comprendere come dovranno essere le città del futuro". Lo ha annunciato pochi minuti fa Vincenzo Naddeo, ordinario e Direttore Divisione Ignegneria Sanitaria e Ambientale dell’Università di Salerno.

E domani la visita sarà aperta alla stampa, alle ore 15! "Quella di Pompei è la seconda tappa del programma "H2Oltre – Oltre l’acqua per lo sviluppo sostenibile del territorio del Parco Regionale del Fiume Sarno" voluto ed ideato dal Parco Idrografico del Fiume Sarno e ringraziamo il Parco Archeologico di Pompei e l’Università di Salerno per averci voluto come partner della due giorni di Urban Water Security per il Water Intelligence for Urban Resilience, iniziato oggi a Pompei e che terminerà domani, Martedì 19 Maggio. L'obiettivo è sviluppare azioni comuni finalizzate ad una valorizzazione turistica anche del Sarno che sarà in parte reso navigabile per il kayak in vista dell''America's Cup. Siamo dinanzi ad una grande scommessa che sarà basata sull'accordo fatto con il Coni.

Renderemo navigabile il tratto che arriva a Pompei - ha annunciato Vincenzo Marrazzo, Presidente dell'Ente Parco del Bacino Idrografico del Fiume Sarno -  da Scafati per la navigazione turistica ed in particolare con il kayak. Inoltre andremo ad ospitare rievocazioni storiche. Ricercatori di livello internazionale parteciperanno e daranno i loro contributi di carattere scientifico a questo sforzo che il Parco sta facendo con l'Università di Salerno per far sì che alla fine riesca ad avere più freccie al nostro arco per tenere un fiume meglio tutelato dai cittadini piuttosto che dalle istituzioni.

È un momento complesso un momento importante di crescita dal punto di vista culturale, turistico e ambientale perché non approfittarne anche in vista della possibilità di realizzare i tratti navigabili del fiume Sarno ed aprirli al flusso turistico sia del Parco archeologico di Pompei sia in vista dell'America's Cup e anche e soprattutto per quello che è un panorama turistico regionale di grande impatto, molto forte, che sta crescendo, che può attraversare e vivere la cultura, i saperi e i sapori e i luoghi del Parco e del fiume Salerno". 

Un grande evento nell’evento con ricercatori da tutto il Mondo.

Water Intelligence for Urban Resilience il Symposium che vedrà insieme grandi ricercatori del calibro di Dimitri Lekkas dell'Università di Aegean, Grecia, Shadi Hasan della Khalifa University, di Antonis Zopras, dell'Università di Cipro, di Paolo Roccaro dell'Università di Catania, Vincenzo Naddeo dell'Università di Salerno, Kwang – Ho Choo, dell'Università della Sud Corea, Maria Chiara Zanetti del Politecnico di Torino, Claudio Lobello dell'Università di Firenze, Antonio Buonerba, dell'Università di Salerno, Giuseppina Oliva, dell'Università di Salerno, Stefano Cairone, dell'Università di Salerno, Maria Eugenia Suarez – Ojeda, dell'Università di Bacellona, Govanni Esposito, dell'Università Federico II di Napoli, di Mohamed Ksibi, dell'Università della Tunisia, di Peter Jarvis, dell'Università di Cranfield, di Vincenzo Belgiorno, dell'Università di Salerno e di tanti altri ricercatori, archeologi.