Il Parco Archeologico di Pompei continua a regalare scoperte sensazionali. Un mondo che, sollecitato dall'attento lavoro di archeologi e specialisti, riporta alla memoria storie passate fatte di vita antica e quotidianità da studiare. L'ultimo ritrovamento è lo scheletro di un equide, riemerso nel corso delle indagini di scavo nel complesso dei Casti Amanti di Pompei.
L'Insula dei Casti Amanti è uno dei cantieri più particolari di Pompei, dato che si tratta di una struttura produttiva con forno, magazzini, spazi di lavorazione e l'abitazione del proprietario. Precisamente, il ritrovamento è avvenuto in un ambiente adibito alla lavorazione del pane.
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei: «Ricerca anche sugli animali»
L'intervento si è svolto in stretta collaborazione tra gli archeologi e gli specialisti del Laboratorio di Ricerche Applicate - archeozoologo, archeobotanica e antropologa - nell'ambito di un lavoro interdisciplinare. Il complesso comprende un grande panificio, dove in passato erano stati già rinvenuti altri equidi, impegnati - con ogni probabilità - nell'azionamento delle macchine per la macina o nel trasporto.
Un ritrovamento che può contribuire alla comprensione delle dinamiche eruttive e delle reazioni degli animali agli eventi catastrofici. «Recentemente, nell'ambito di nuovi scavi, è stato scoperto anche un altro animale, un equide, che era scappato e si trovava in un altro ambiente. Questo significa più ricerca non solo sulle vittime umane, ma anche sugli animali, per capire come animali ed esseri umani vivevano e lavoravano insieme nella società di circa duemila anni fa», così il direttore Gabriel Zuchtriegel.
