Vesuvio, un brand per lo sviluppo del territorio

Le risultanze del convegno tenutosi a Boscoreale

vesuvio un brand per lo sviluppo del territorio
Boscoreale.  

Il Parco del Vesuvio e le opportunità di sviluppo per i Comuni”, è stato il tema del convegno che si è tenuto ieri sera nell’aula consiliare, nell’ambito dell’edizione 2017 della Festa del Vino, dei sapori e dei saperi vesuviani, organizzata dall’associazione culturale “Il Nuovo Vesuvio”. Si è dibattuto della risorsa Vesuvio in tutte le sue sfaccettature.

Il saluto di apertura dei lavori è stato portato da Angelo Cesarano, presidente dell’associazione culturale “Il Nuovo Vesuvio”, che ha brevemente ripercorso la storia della Festa del Vino, sottolineando che «Tra gli obiettivi del sodalizio vi è anche quello di rilanciare le attività commerciali nel centro storico, che passa attraverso la valorizzazione di via Tenente Angelo Cirillo, già via Del Popolo, anni fa fiore all’occhiello di Boscoreale per gli artigiani e il commercio».

Moderato dal giornalista Pasquale Malvone, il convegno è entrato nel vivo con l’intervento del vicesindaco Angelo Costabile che ha posto l’attenzione sul «Vesuvio quale icona che genera risorse uniche: naturali, agricole, archeologiche, fondamentali per lo sviluppo del territorio vesuviano». Angelo Costabile ha poi ricordato le iniziative attuate dal Comune per sostenere la crescita turistica dell’area «Con investimenti importanti abbiamo puntato sul Piano Recupero Urbano dell’area archeologica di Villa Regina. Crediamo fortemente nel brand Vesuvio tant’è che siamo impegnati a sostenere la realizzazione del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio, per fare di Villa Regina un polo per il turismo didattico e culturale. Il progetto, di cui Boscoreale è capofila, è stato realizzato dall'ufficio tecnico del Comune, unitamente all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e all'Osservatorio Vesuviano, con la collaborazione della facoltà di Agraria della Federico II, ed è finanziato dal Ministero dell'Ambiente. Stiamo anche sostenendo la valorizzazione di prodotti tipici locali quali il vino e la nocciola affiancando le associazioni impegnate nella promozione di questi prodotti. Attenzione va posta anche al superamento di taluni vincoli paesaggistici che frenano crescita e investimenti in settori strategici per l’economica locale, quali appunto l’agricoltura e il segmento vitivinicolo».

Il presidente del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Ciro Giordano ha, invece, ripercorso le attività in essere per la tutela e salvaguardia del vino del Vesuvio evidenziando che «Quale associazione di produttori vitivinicoli dell’area vesuviana abbiamo raggiunto il traguardo di ricevere la denominazione della “Doc Vesuvio” per i nostri vini. Entro il prossimo mese di aprile i nostri vini imbottigliati avranno il contrassegno e sigillo che certificano lo standard qualitativo dei vini prodotti sul Vesuvio. Ciò ci permetterà di dare al consumatore un valore aggiunto di tracciabilità, e alta qualità al prodotto».

In ambito turistico Ciro Giordano ha rilevato la carenza di disponibilità di accoglienza «Ora è un turismo mordi e fuggi. La parte politica deve trovare il modo per accompagnare le aziende del territorio anche attraverso la valorizzazione turistica». Ciro Giordano nel concludere il suo intervento ha richiamato l’attenzione sulla necessità di «Invogliare i giovani a ritornare nella campagna. Purtroppo non vi è stato un ricambio generazionale. Abbiamo, infatti, rilevato che da 360 ettari coltivati siamo scesi a 200, e questo è un dato poco confortante. L’abbandono dei terreni è dovuto alla mancanza di reddito. Dobbiamo sforzarci tutti per sostenere un intervento di mappatura del territorio per capire ogni porzione di terreno come può essere utilizzata per sviluppare il comparto agricolo».  

Al convegno è intervenuto anche Michele Maddaloni, consigliere della Città Metropolitana di Napoli, con delega al Parco Vesuvio, che inizialmente si è soffermato sui vincoli paesaggistici: «Questo è un territorio con molti vincoli paesaggistici che ne rallentano crescita e sviluppo. Necessitano modifiche per sostenere i cambi di coltivazione e favorire, quindi, il ritorno all’attività agricola che può creare reddito e occupazione. Nel Grande Progetto Pompei vi è molta attenzione all’agricoltura e il nostro impegno deve essere quello di recuperare e valorizzare i tantissimi fondi abbandonati nel tempo. Vanno riprese antiche sistemazioni con opere d’ingegneria naturalistica e uso di materiali autoctoni”. In ambito turistico, ha aggiunto Michele Maddaloni “Va promossa la realizzazione di Bed & Breakfast per sopperire alla mancanza di strutture ricettive. Come Città Metropolitana stiamo favorendo e sostenendo la messa in rete dei Comuni del Parco per valorizzare il territorio e i suoi prodotti tipici. Non nego che anche la politica ha delle lacune rispetto al territorio del Parco e tutti insieme dobbiamo impegnarci per colmarle».

L’incontro si è concluso con l’intervento di Benigna Sorrentino, enologa delle “Cantine Sorrentino”, eccellenza vitivinicola del territorio, che ha spiegato “Abbiamo seguito la politica di difendere i nostri vigneti e creduto fortemente sulla crescita di questo territorio. Abbiamo anche puntato sull’innovazione introducendo nuovi sistemi di coltivazione per elevare le potenzialità delle nostre uve, e far avere una vita più lunga al vino vesuviano d’annata e no. Anche noi siamo impegnati a far crescere il brand Vesuvio. Con tenacia e determinazione siamo riusciti a creare una rete che sta dando ottimi risultati”.