Whirpool, ecco come gli americani venderanno Napoli ai cinesi

Operai in assemblea, annunciano una lotta durissima

whirpool ecco come gli americani venderanno napoli ai cinesi

In un mese la cessione, sei mesi per la riconversione: si passa dalle lavatrici ai frigoriferi. E per chi vuole andare via ci sono "consistenti incentivi"

Napoli.  

Dalle lavatrici ai frigoriferi, l'operazione di riconversione dello stabilimento Whirpool di Napoli è tutta da verificare. I dubbi sono moltissimi. La società ha annunciato la cessione del ramo d'azienda alla svizzera Prs, leader nel settore della termodinamica guidata dall'ex direttore generale di Italcementi Frigerio in partenariato con una cordata cinese. Si punta a chiudere la partita entro un mese. Poi ce ne vorranno altri sei, si stima, per riconvertire gli impianti. Nel frattempo i lavoratori andranno in cassa integrazione straordinaria. L'operazione per la nuova mission costerà sui 20 milioni di euro. La società svizzera si impegnerà ad assumere tutti i 410 operai di Napoli ma "chi volesse scegliere di andare via potrà farlo" perché la società metterà a disposizione "cifre consistenti per gli incentivi".

La Whirpool si dice convinta della bontà di questa operazione. Ma il modo in cui ci si è arrivati lascia troppe perplessità. Nessuno si fida. A partire dal Ministero dello sviluppo economico. Il vice capo gabinetto Giorgio Sorial parla di decisione unilaterale dell'azienda, con questo si interrompe ogni discorso legato agli sgravi fiscali messi sul piatto dall'ex ministro Luigi Di Maio, in tutto16 milioni e mezzo di euro.

La multinazionale americana li ha ritenuti insufficienti. Il drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma e il contesto macro economico generale di crisi che ha investito alcuni dei mercati più rilevanti, anche dopo la guerra dei dazi aperta da Trump, non erano prevedibili al momento dell'accordo stipulato nel 2018: così si giustificano gli americani quando dal sindacato ricordano che esiste un patto sottoscritto un anno fa per il rilancio. 

Nel frattempo però a farne le spese sono 400 famiglie di Napoli e altre mille dell'indotto che ora temono ripercussioni. Dopo la conclusione del tavolo tecnico i sottosegretario Todde e Sorial hanno incontrato in una riunione ristretta i sindacati che hanno chiesto la convocazione di un nuovo incontro con la partecipazione del ministro dello Sviluppo Economico e di quello del Lavoro. I lavoratori sono in assemblea da questa mattina insieme ai sindacati. Si sentono presi in giro. Da questo momento la lotta sarà ancora più dura assicurano.