Una stangata che rischia di paralizzare il sistema dei trasporti regionale e di svuotare le tasche di lavoratori, famiglie e imprese. È l'allarme lanciato a Napoli da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che attraverso una nota congiunta dei segretari regionali Lustro, Aversa e Ferraiuolo denunciano l'insostenibile impennata dei costi di benzina e gasolio legata alle tensioni geopolitiche internazionali, puntando il dito contro possibili dinamiche speculative lungo la filiera energetica.
Trasporti e logistica al collasso
L'aumento vertiginoso dei carburanti sta erodendo pesantemente i bilanci delle aziende del settore, mettendo a rischio la tenuta di interi comparti della mobilità. La crisi non risparmia alcun settore: innanzitutto il trasporto pubblico locale e merci con la continuità dei servizi essenziali messa a rischio e la tenuta dei livelli occupazionali, ma anche la mobilità su gomma, ferroviaria e aerea: i contratti di servizio e trasporto attuali risultano ormai economicamente insostenibili. Infine il settore marittimo e le "Vie del Mare": particolarmente esposto all'estrema volatilità dei prezzi dei carburanti.
Le aziende, sottolineano i sindacati, non possono continuare a fare da ammortizzatore sociale ed economico assorbendo rincari di questa portata senza compromettere la qualità del servizio e la sicurezza dei posti di lavoro.
Lavoro e famiglie: la stangata dei pendolari
Il peso maggiore ricade inevitabilmente sui cittadini. Nelle aree in cui il trasporto pubblico non offre collegamenti efficienti, l'automobile non è una scelta ma un obbligo quotidiano. Per migliaia di pendolari, l'aumento dei carburanti si trasforma così in una vera e propria tassa occulta sul lavoro.
Le richieste alla Regione Campania
Di fronte a questa emergenza, i sindacati chiedono alla Regione Campania di aprire un tavolo di confronto urgente con il Governo per mettere in campo un piano d'azione immediato. Le richieste chiave comprendono:
Fondi di sostegno straordinari per le aziende di trasporto maggiormente colpite dai rincari energetici.
Adeguamento economico dei contratti di servizio per evitare tagli all'occupazione e alle corse.
Misure mirate per la logistica, il trasporto merci e il comparto marittimo.
Tutele concrete per i lavoratori che dipendono dall'uso del mezzo privato.
Controlli rigidi sulla filiera petrolifera per arginare speculazioni e rincari ingiustificati.
Il nodo degli extraprofitti
La stoccata finale dei sindacati si concentra sul tema degli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche. La domanda posta alle istituzioni è netta: di fronte a crisi che fanno lievitare i margini di pochi gruppi a discapito della collettività, si intende finalmente intervenire con prelievi mirati da restituire all'economia reale, o si continuerà a far pagare il conto esclusivamente a chi lavora, produce e si sposta ogni giorno?
