L’Italia sarà il Vietnam della Whirlpool

Dopo l’incontro in Regione parole di fuoco del segretario della Fiom "pronti a violare la legge"

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Napoli.  

I sindacati insieme con una delegazione di operai Whirlpool hanno incontrato l'assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello. Il primo risultato è la convocazione di un consiglio regionale straordinario sulla vertenza dello stabilimento di via Argine. All’uscita della delegazione da palazzo Santa Lucia i rappresentanti sindacali si sono intrattenuti con i manifestanti per dare conto dell’incontro avuto. 

segretario Uil Campania Giovanni Sgambati ha affermato che la delegazione ha “chiesto unità istituzionale su questa delicata vertenza a partire dalla convocazione di una seduta monotematica del Consiglio regionale perché esprima in modo solenne la solidarietà agli operai. La Regione ha confermato disponibilità a dare incentivi alla Whirlpool a patto che non chiuda il sito di Napoli. Lunedì 21 ottobre ci sarà un incontro tra sigle sindacali per organizzare entro il 31 ottobre una grande mobilitazione collettiva a sostegno di questi lavoratori “.

Il segretario generale della Fiom di Napoli, Rosario Rappa ha usato parole dure che fanno capire dove si è spinto lo scontro tra i lavoratori e l’azienda. “Noi non cercheremo capi espiatori sui quali scaricare la responsabilità della vertenza - ha detto al megafono il segretario della Fiom - Misureremo tutti i soggetti, il governo nazionale, la regionale e il comune per gli atti concreti che faranno. Abbiamo detto all’assessore che non ci sono motivi per cui Whirlpool deve andare via da Napoli. C’è una volontà politica, decisa da Lamorgia, al quale dico con serenità che noi non molleremo, non avrà la nostra pelle. Ha provato ad intimorirci ma non ci è riuscito. Lui è un mercenario - attacca Rappa riferendosi a Lamorgia - e per questo non può cambiare la sua posizione perché dovrebbe poi spiegare agli americani che il suo piano è fallito. Il governo ha detto che farà azioni unilaterali. Noi non arretriamo di un passo. Whirlpool deve sapere che lo scontro lo faremo fino alla fine. Potrebbe essere il loro Vietnam l’Italia. Non escludiamo nulla, Whirlpool in italia ha 5 stabilimenti e se pensa che chiude Napoli e nel resto d’Italia non succede niente ha pensato male. Infrangeremo anche la legge se serve per difendere il lavoro. Perché non c’è nulla di più legale che salvaguardare i posti di lavoro di 471 persone più l’indotto”.

Intanto sono tornati a scioperare i dipendenti della Whirlpool a Fabriano. I lavoratori per solidarietà ai colleghi di napoli incroceranno le braccia per due ore al termine di ogni turno. 

"Uno sciopero - dichiarano - per solidarietà nei confronti dei colleghi di Napoli impegnati nella difesa del loro posto di lavoro, ma anche per evitare che l'accordo sottoscritto nell'ottobre 2018 con la multinazionale americana, possa essere smontato pezzo per pezzo. A Fabriano, soprattutto nella sede impiegatizia, continua il trasferimento di funzioni lavorative verso la Polonia. - ricordano i lavoratori - Il rischio che anche qui si possano avere delle ulteriori razionalizzazioni occupazionali esiste e per questo scioperiamo".