Stati generali Cultura, Franceschini: Campania unica al mondo

Il ministro è tornato a Napoli per la due giorni promossa dalla Regione

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De Luca cita De Santis e annuncia: Napoli supera Milano per offerta culturale. Investito mezzo miliardo. Ora puntiamo al distretto cinema nell'ex Nato di Bagnoli

Napoli.  

"Non c’è regione al mondo che ha la stessa potenza culturale della Campania, investite sui voi stessi, io come ministro sarò in mezzo a voi e con voi. Si può fare bene e lo dimostra il caso Pompei modello ora per il mondo e per la spesa dei fondi Ue”. Così il ministro per la Cultura Dario Franceschini nel teatrino di corte di Palazzo Reale a Napoli, durante la prima delle due giornate degli Stati generali della cultura della regione Campania che si è aperta oggi su iniziativa della Regione Campania. 
È stato il governatore De Luca infatti ad aver fortemente voluto questo evento alla luce dei bilanci più che positivi degli ultimi anni sul fronte dei flussi, era necessario ragionare sulle nuove direttive strategiche. 

La giornata è iniziata con una visita al teatro San Carlo. Franceschini ha incontrato  il neo soprintendente Stéphane Lissner. Presenti anche Rosanna Purchia, soprintendente uscente, Salvo Nastasi. Ed è qui che i più attenti hanno anche notato una stretta di mano tra  il presidente della regione Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi de Magistris che negli ultimi mesi si ignoravano volutamente. 

Alla platea di Palazzo Reale il Presidente De Luca si è rivolto citando Francesco De Sanctis e dalla "grande sollecitazione che ancora oggi ci arriva da questo grande letterato meridionale: la cultura che si perde nella retorica e nell'accademia si preclude la possibilità di cambiare la realtà. - dice De Luca che esorta tutti, addetti ai lavori e politici a "liberarci dalla propensione  agli opportunismi, alla vita in maschera, dobbiamo invece  partire da un principio di realtà. Qui al sud abbiamo l'abitudine antica di adoperare espressioni neutre dietro le quali nascondere il nostro opportunismo: la politica, le istituzioni... cominciamo a chiamare  le cose con il  nome che hanno e a rispondere di quello che fanno”.

“Una democrazia per crescere, ha bisogno di liberarsi dalle maschere e partire da un principio di realtà" sottolinea il governatore  che ha spiegato nel dettaglio qual è l’obiettivo di questa iniziativa della Regione Campania: valorizzare il passato, consolidare il presente e costruire il futuro.

La Regione Campania ha ereditato un grande patrimonio che deve essere valorizzato, di più rispetto a quanto fatto in passato. Un lavoro che richiede tempo e un’azione culturale efficace che coinvolga i giovani e i diversi quartieri della città. 

“Abbiamo investito mezzo miliardo di euro nella cultura, oltre 500 milioni. Una scelta politica, determinata, forte e convinta - continua il presidente -  Infatti la nostra Regione ha la metà del reddito pro capite della Lombardia e un investimento del genere lo si fa solo se ci credi. Abbiamo valorizzato il Teatro San Carlo e il Teatro Verdi. Recuperato il Teatro Trianon e il Teatro Mercadante. Stanziati 8 milioni di euro per il Conservatorio di San Pietro a Majella, 100 milioni per l’Ospedale degli Incurabili. Il nostro obiettivo era far uscire dalle cartoline luoghi e siti architettonici e archeologici unici al mondo come il Real Sito di Carditello, gli Scavi di Ercolano e Pompei. Abbiamo rilanciato Paestum, con la città sommersa, la tomba del tuffatore e una serie di iniziative sul piano internazionale. Fatto iniziative per la Reggia di Caserta e bandi per i santuari. Rilanciato San Leucio e le seterie, la Fondazione Mondragone, la Fondazione delle Ville Vesuviane e 108 musei territoriali e biblioteche locali. Abbiamo creato il Festival dell’Essere per valorizzare i ‘Velia’ del Cilento, prima grande cultura dell’occidente”.

De Luca nel suo intervento ha paragonato più volte Napoli a Milano sottolineando come il capoluogo campano superi quello lombardo per numero di proposte ed eventi culturali di respinto internazionale. Oltre che per la gratuità del trasporto pubblico agli studenti.

“Basti pensare alla Mostra Longobardi, Canova, Picasso e Caravaggio a Capodimonte. Pompei al Madre, Carta bianca sempre a Capodimonte. I Van Gogh rubati ed esposti. E poi il 4 novembre ci sarà la mostra ‘Santiago Calatrava’ a Capodimonte. Una mostra con escursioni nel moderno con arredi sacri con porcellane di Capodimonte. Abbiamo organizzato il Festival della storia con l’editore Laterza, Napoli città del libro, il festival letteratura a Salerno. E i festival storici: Ravello, Giffoni. Oltre al sostegno ad istituti di alta cultura”.

Ora per il futuro bisogna mettere a sistema tutto questo e guardare alle nuove tecnologie. De Lucaha sottolineato la necessità di  salvaguardare il centro Produzioni Rai e annuncia la creazione di un polo audiovisivo all’avanguardia per le generazioni future nell'ex base Nato di Bagnoli. 

"Vorremmo realizzare il distretto audiovisivo nell’ex Nato di Bagnoli per avere lì un cineporto con start up digitali e una crescita dei prodotti d’animazione. Ma sopratutto vogliamo valorizzare i centri di produzione televisiva come quello Rai di Napoli, la regione non pone limiti a investimenti in nuovi tecnologie. Bisogna difenderlo dall’idea di spostare su Milano e Torino tutto. C’è un archivio straordinario ed è il luogo più importante di produzione della Rai d’Italia, dobbiamo difenderlo coi denti”. ha aggiunto De Luca. 

“Abbiamo fatto una legge sul cinema rivolta al sostegno delle produzioni. Stiamo lavorando per completare la Multimedia Valley a Giffoni stanziando 19 milioni di euro. Il Teatro Festival quest’anno ha cambiato pelle con una dimensione regionale, arrivando nei quartieri di Napoli e proponendo opere di giovani artisti. Con la nuova legge sul teatro stiamo dando una mano agli spettacoli dal vivo. Importantissimo è stato il rilancio del Museo Madre, eccellenza che possiamo vantare con mostre di valore, apertura serale alle giovani generazioni e iniziative di respiro internazionale. Lavoriamo per il Salone del Libro in Campania".

Non solo. E' arrivato il momento di digitalizzare il grande patrimonio delle arti, della musica e del teatro. Per questo sono stati staziati  28 milioni per avere un archivio digitale completo con la messa in rete di tutti i musei dei luoghi di produzione culturale.