Napoli Patrimonio SpA: al via la NewCo di 300 dipendenti tra dubbi e proteste

Il Consiglio comunale di Napoli vota la nascita della Napoli Patrimonio SpA

napoli patrimonio spa al via la newco di 300 dipendenti tra dubbi e proteste

Gestirà 25mila immobili fino al 2060, ma esplode la polemica su utili e privatizzazioni

Napoli.  

Una svolta destinata a ridisegnare il volto della gestione immobiliare cittadina fino al 2060. Giovedì 22 gennaio, il Consiglio comunale di Napoli è chiamato ad approvare la delibera della Giunta Manfredi per la nascita di Napoli Patrimonio SpA, la nuova società in house che prenderà in carico le circa 25mila case del Comune. Un’operazione da 1 milione di euro di capitale sociale e 302 dipendenti, che nasce però sotto il segno di tensioni politiche e sociali.

Il piano del Comune: "Efficienza, non privatizzazione"

L’amministrazione difende la scelta definendola un tassello cruciale del "Patto per Napoli". L’obiettivo è centralizzare in un unico braccio operativo la gestione, la manutenzione e la valorizzazione degli immobili (ERP, residenziali e non), separando la proprietà - che resta saldamente in mano al Comune - dalla gestione tecnica. Secondo lo statuto, la partecipazione sarà totalmente pubblica. "Non si configura alcuna privatizzazione", assicurano da Palazzo San Giacomo, spiegando che la NewCo agirà come gestore strumentale. La società si occuperà di tutto: dalla riscossione dei canoni al recupero delle morosità, fino al supporto legale per gli sfratti e la gestione dei condomini.

Le crepe nella maggioranza: il nodo degli utili

Nonostante le rassicurazioni, la delibera spacca il fronte della maggioranza. Sergio D’Angelo (Napoli Solidale) ha espresso dubbi e ha già annunciato il possibile strappo: "Una società per azioni senza un chiaro vincolo sulla non distribuzione degli utili rischia di diventare un magnete per interessi privati", ha dichiarato. Il timore di D'Angelo è che la logica del profitto prevalga sulla funzione sociale del patrimonio pubblico. La proposta è chiara: sì alla società, ma solo se ogni euro guadagnato verrà reinvestito nella riqualificazione degli immobili e non distribuito come dividendo.

La protesta delle associazioni: "Si fa cassa sui deboli"

Fuori dai palazzi, la tensione è palpabile. Per giovedì mattina è previsto un presidio in via Verdi organizzato dalla Rete "Napoli non si vende" e dai sindacati degli inquilini. Gli attivisti accusano la Giunta di voler "fare cassa" per ripianare i debiti del Comune attraverso la messa a reddito forzata del patrimonio ERP (Edilizia Residenziale Pubblica). "Questa scelta impoverirà la città", si legge nella nota delle associazioni, che vedono nella NewCo uno strumento per accelerare alienazioni e trasformare il diritto alla casa in una mera partita contabile.

Ma cosa farà concretamente la Napoli Patrimonio SpA?

La società sarà un gigante operativo con competenze trasversali. Ecco i punti principali della gestione:

Personale: 302 unità (114 assunzioni dirette e 188 trasferimenti dal Comune).

Gestione Morosità: Recupero crediti, piani di rientro e supporto ai decreti ingiuntivi.

Manutenzioni: Saranno esternalizzate a ditte specializzate attraverso gare d'appalto.

KPI Sociali: La remunerazione della società sarà legata al raggiungimento di obiettivi come la riduzione delle occupazioni abusive e degli alloggi sfitti.

Il voto di domani non sarà solo un passaggio tecnico, ma un test politico per l'amministrazione Manfredi a un anno Napoli sta blindando i suoi beni comuni o sta preparando il terreno per il mercato? La risposta passerà per l'aula di via Verdi.