“I risultati dell’indagine condotta da mUp Research per Facile.it non ci sorprendono affatto”. A dichiararlo è Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità Pubblica per la FP CGIL Campania, intervenendo nel dibattito sulle crescenti difficoltà dei cittadini campani ad accedere alle cure pubbliche.
Secondo il sindacato, i dati diffusi confermano una situazione che viene denunciata da anni: un sistema sanitario regionale in affanno, nel quale le liste d’attesa istituzionali restano paralizzate, mentre aumentano e si velocizzano le prestazioni erogate attraverso la libera professione intramuraria (ALPI).
“L’intramoenia non può diventare l’alternativa al pubblico”
Per Morlando, il nodo centrale della crisi non può prescindere da una riflessione profonda sul ruolo assunto dalla sanità a pagamento all’interno delle strutture pubbliche.
“L’attività intramoenia è scivolata verso una funzione impropria – spiega – ed è diventata la risposta privata che il Servizio Sanitario Regionale offre alle proprie inefficienze, presentandola ai cittadini come l’unica via d’uscita per ottenere una prestazione in tempi dignitosi”.
Una deriva che, secondo la FP CGIL Campania, rischia di delegittimare il sistema pubblico, trasformando un istituto previsto dalla legge in uno strumento strutturale di supplenza alle carenze organizzative.
Liste d’attesa e violazione delle regole
Il sindacato richiama la Regione Campania a una maggiore fermezza nei confronti delle Direzioni Generali delle aziende sanitarie, chiedendo controlli rigorosi sull’uso dell’intramoenia.
“La normativa nazionale è chiara – sottolinea Morlando –: l’attività privata non può mai superare quella pubblica. Inoltre, quando i tempi massimi di attesa vengono superati, le direzioni sono obbligate a garantire la prestazione ricorrendo alla libera professione, ma applicando esclusivamente la tariffa del ticket pubblico, senza ulteriori costi a carico del cittadino”.
Una previsione che, secondo la FP CGIL, troppo spesso resta disattesa, aggravando le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Trasparenza e monitoraggio: la richiesta della FP CGIL
Accanto alla denuncia, il sindacato chiede un cambio di rotta sulla gestione dei dati. La FP CGIL Campania sollecita la Regione a rendere continuamente accessibili e trasparenti i sistemi di monitoraggio, così da consentire un controllo reale sui flussi delle prestazioni pubbliche e private.
“Solo attraverso una verifica costante dei dati e il rispetto delle proporzioni previste dalla legge – conclude Morlando – sarà possibile costruire una nuova sanità regionale che rimetta al centro il diritto costituzionale alla salute, e non la capacità di spesa dei singoli cittadini”.
