Il duro affondo di Fico: "Diritti delle donne a rischio con questo Governo"

Il presidente della Regione in Piazza Plebiscito con le donne attacca il DDL Bongiorno

il duro affondo di fico diritti delle donne a rischio con questo governo

Presidio "Senza Consenso è stupro" a Napoli. Fico: "Con una premier donna si arretra sui diritti"

Napoli.  

 

"Proprio quando abbiamo una presidente del Consiglio donna, si arretra sui diritti delle donne". Con queste parole Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha acceso la protesta di questa mattina in Piazza del Plebiscito a Napoli. Al centro della mobilitazione "Senza consenso è stupro", il governatore ha puntato il dito contro il ddl Bongiorno, denunciando quello che definisce un paradosso politico e sociale: una leadership femminile che, nei fatti, starebbe avallando un ritorno al passato nella tutela delle vittime di violenza sessuale.

Il nodo del ddl Bongiorno: dal consenso al dissenso

La rabbia della piazza nasce dalle modifiche apportate al testo durante il passaggio in Commissione. Se la versione iniziale prevedeva il concetto di "assenza di consenso libero e attuale" — in linea con i moderni standard europei — la nuova formulazione introdotta dalla senatrice Giulia Bongiorno ripristina il riferimento alla "volontà contraria".

Per Fico e per le decine di associazioni presenti, si tratta di una "vergogna" normativa: spostare il baricentro della legge sulla prova del dissenso significa costringere la vittima a dimostrare di aver resistito fisicamente o verbalmente, ignorando le dinamiche di paralisi o sottomissione psicologica che spesso caratterizzano gli abusi. "Lo sappiamo che se non c'è consenso è stupro", ha ribadito Fico, sottolineando come l'attuale direzione del Governo rischi di violare i principi della Convenzione di Istanbul.Nonostante lo scontro frontale con l'esecutivo, Roberto Fico ha assicurato che la Regione Campania continuerà a investire in politiche attive per contrastare quella che definisce una "cultura prevaricatrice". L'obiettivo dichiarato è quello di superare definitivamente i retaggi maschilisti, indipendentemente dall'evoluzione del quadro normativo nazionale.

Una mobilitazione trasversale contro la "cultura maschilista"

Il presidio di Napoli non è stato un evento isolato, ma parte di una mobilitazione nazionale che ha visto convergere sindacati come Cgil e Uil, centri antiviolenza e figure del mondo della cultura. Lo scrittore Maurizio De Giovanni ha parlato apertamente di una "stortura" figlia di una visione patriarcale, mentre la senatrice Valeria Valente (Pd) ha lanciato un monito diretto a Palazzo Chigi: saranno le piazze a imporre un passo indietro a Giorgia Meloni.

Anche la Uil Campania, rappresentata da Giovanni Sgambati e Camilla Iovino, ha rimarcato il valore simbolico della data scelta per la protesta: il 15 febbraio, anniversario della legge che nel 1996 trasformò lo stupro da reato contro la morale a reato contro la persona. "Non possiamo fare un salto indietro di decenni", hanno dichiarato i sindacalisti, confermando l'adesione alla grande manifestazione nazionale prevista per il prossimo 28 febbraio a Roma.

Gruppo Pd Napoli, odg contro ddl Bongiorno nel prossimo Consiglio comunale

"La mobilitazione contro il DDL Buongiorno non può fermarsi alla pur importante iniziativa che in queste ore coinvolge tutta l'Italia dalla parte delle donne, in primis il Coordinamento Nazionale delle Democratiche, i segretari provinciali e i numerosi segretari e segretarie di circolo del Partito Democratico. Ne seguirà un'altra e importante il prossimo 28 febbraio, ma nel frattempo c'è bisogno di una battaglia che parta anche dai luoghi della decisione e della più alta espressione democratica, quindi anche da quei consigli comunali che sono la spina dorsale del Paese. Per questo, anche in continuità con quanto già fatto nel Consiglio Regionale della Campania, il gruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Napoli, con le prime firme della presidente dell'assemblea Enza Amato e della compagna Mariagrazia Vitelli, presenterà un ordine del giorno da discutere e da approvare nella prossima riunione dell'assise, affinché il Sindaco e la Giunta sollecitino una riforma che non comprima ma ampli e tuteli i diritti delle vittime". Così in una nota il gruppo consiliare Pd di Napoli.