"Faremo i conti": lo scontro tra Gratteri e la stampa arriva al Csm

Bufera sul Procuratore di Napoli Nicola Gratteri dopo l'intervista con Gramellini

faremo i conti lo scontro tra gratteri e la stampa arriva al csm

Il centrodestra insorge per le "minacce" ai cronisti e il CSM valuta un fascicolo

Napoli.  

 

"Con voi del Foglio, dopo il Referendum, faremo i conti". Una frase, pronunciata dal Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, che ha innescato una violenta tempesta politica e istituzionale. Quello che il magistrato definisce un "gioco" o una "sottigliezza" verbale, è stato interpretato dai vertici del Governo, della maggioranza e da esponenti del Consiglio Superiore della Magistratura come una grave intimidazione alla libertà di stampa.

L'intervista della discordia: tra "reti" e "pesca a strascico"

Tutto nasce da un colloquio tra Gratteri e il quotidiano diretto da Claudio Cerasa. Incalzato su diverse questioni - dal caso mediatico che ha coinvolto il cantante Sal Da Vinci fino alla gestione delle sue apparizioni televisive - il Procuratore capo di Napoli ha usato toni che hanno gelato la redazione.

"Tireremo una rete", ha incalzato Gratteri, evocando scenari che molti hanno associato alla "pesca a strascico" giudiziaria. Di fronte alle richieste di chiarimento del cronista, il magistrato ha poi cercato di derubricare l’accaduto: "Potrà credere che io giocavo. Tutto un gioco tra me e il presentatore (Massimo Gramellini, ndr). Ci siamo guardati, abbiamo riso". Tuttavia, il confine tra il serio e il faceto appare, per molti osservatori, pericolosamente sfumato. Gratteri ha inoltre glissato sulle accuse di Antonio Di Pietro, che gli contesta una tecnica comunicativa volta a manipolare l'informazione: "È un’interpretazione che lascio a voi", ha replicato il Procuratore.

La politica insorge: "Atto gravissimo contro la democrazia"

La reazione del mondo politico del centrodestra è stata pressoché unanime e durissima. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito l'episodio "inaccettabile", sottolineando come un magistrato non debba mai "paventare ritorsioni" verso chi esercita il diritto di cronaca. Sulla stessa linea Federico Mollicone (FdI), Presidente della Commissione Editoria, che parla di "segnali inquietanti e autoritari", richiamando la necessità di vigilare sulla Par Condicio nelle emittenti televisive (citando esplicitamente La7 e Discovery). Maurizio Gasparri (FI) ha rincarato la dose, consigliando al magistrato "una lunghissima pausa di riflessione" e criticando le recenti "topiche" mediatiche del Procuratore. Anche Maurizio Lupi (Noi Moderati) e la senatrice Daniela Ternullo hanno chiesto scuse ufficiali, parlando di un clima che rischia di avvelenare il dibattito referendario.

Fronte giudiziario: la mossa del CSM

Le conseguenze per Nicola Gratteri potrebbero ora spostarsi dalle piazze politiche alle aule del Consiglio Superiore della Magistratura. Enrico Aimi, membro laico del CSM (FI), ha annunciato di aver già predisposto una richiesta di apertura di una pratica. L'accusa istituzionale: Le parole di Gratteri sono ritenute "inappropriate" e prive di quel "rigoroso equilibrio" richiesto a chi ricopre un ruolo di vertice in una Procura. Aimi ha sottolineato come tali toni contrastino con il recente appello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aveva esortato i magistrati al rispetto dei toni e del confronto civile.