Non una passerella per investitori internazionali, ma una terra ferita che attende giustizia. È questo il senso del duro atto d'accusa firmato da 15 consiglieri municipali di Napoli, che hanno sottoscritto il manifesto-appello: “Bagnoli non è un palcoscenico, è la nostra terra”. Il documento, che unisce rappresentanti di diverse Municipalità (dalla II alla X), segna una spaccatura netta con la gestione attuale del Sin Bagnoli-Coroglio, mettendo nel mirino le logiche commissariali e la trasformazione dell'ex area Italsider in un hub per eventi effimeri a discapito della bonifica integrale.
Secondo i firmatari, il processo di riqualificazione sta scivolando verso una pericolosa deriva superficiale. L’accusa è pesante: le risorse pubbliche verrebbero utilizzate per un'operazione di "maquillage estetico" finalizzata a rendere l’area appetibile ai grandi circuiti d'élite, piuttosto che per rimuovere i veleni che da decenni contaminano suolo e sedimenti marini.
"Le promesse di parco urbano, spiaggia pubblica e mare balneabile rimangono in larga parte disattese", si legge nella nota. "Il rischio è consegnare alle nuove generazioni una ferita aperta, subordinando l'interesse collettivo a logiche di spettacolarizzazione."
I firmatari: un fronte comune tra le Municipalità
La protesta nasce dal basso, dai consiglieri che vivono quotidianamente il rapporto con la cittadinanza. Ecco chi ha siglato il documento:
II Municipalità: Luigi Aiello, Chiara Capretti, Pino De Stasio, Angela Parlato e Thomas Straus.
III Municipalità: Giuseppe Aiello.
IV Municipalità: Armando Simeone e Carmine Stabile.
V Municipalità: Salvatore Pace e Daniele Quatrano.
IX Municipalità: Elio Izzi e Fabio Tirelli.
X Municipalità (Bagnoli/Fuorigrotta): Diego Civitillo, Rosa Esposito e Domenico Quattromani.
Le tre richieste chiave: basta "Commissari"
L'appello si articola su tre punti di rottura rispetto alla gestione verticale degli ultimi anni: Priorità alla Bonifica Integrale: Nessun compromesso sui tempi. Tutte le risorse devono essere destinate alla rimozione effettiva degli inquinanti storici per garantire la salute pubblica. Sviluppo Endogeno: No a un modello turistico "usa e getta". Il futuro di Bagnoli deve fondarsi su ricerca ambientale, biodiversità e libero accesso al mare. Democrazia Partecipata: I consiglieri chiedono la fine della "logica commissariale". Le decisioni strategiche devono tornare nelle mani degli organi elettivi e dei cittadini, ponendo fine a un confronto pubblico ritenuto finora puramente formale. La presa di posizione dei 15 consiglieri riaccende lo scontro politico.
