Trentacinque anni di paralisi, veti incrociati e promesse elettorali sembrano infrangersi contro il muro di realismo sollevato da Gaetano Manfredi. Il Sindaco di Napoli e Commissario Straordinario di Governo per la rigenerazione del SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Bagnoli, ha scelto la platea del Feuromed per tracciare una linea di demarcazione netta tra il passato "ideologico" e un futuro che parla la lingua dei cantieri.
Il nodo logistico: 400mila camion per un'utopia
Al centro del dibattito resta la colmata a mare, la gigantesca piattaforma di riempimento industriale che da decenni divide ambientalisti, tecnici e politici. Manfredi non usa mezzi termini: l’ipotesi della rimozione integrale è tecnicamente e socialmente insostenibile."Rimuovere la colmata significa spostare quasi 2 milioni di metri cubi di materiale. Dove andrebbero? E come si spostano? Parliamo di 400.000 camion che dovrebbero attraversare l'Italia. Sarebbe la 'rivoluzione' del Paese, tra proteste e blocchi. È fantascienza."
L'approccio del Commissario punta a scardinare quella che definisce una "chimera" che ha condannato l'ex area Italsider all'immobilismo. La strategia oggi è pragmatica: progetti approvati, finanziamenti blindati grazie all'intesa con il Governo nazionale e l'operatività di Invitalia.
Cronaca di un'accelerazione: "Non sarò complice di altri silenzi"
L'inchiesta politica sulla gestione Bagnoli rivela un cambio di passo nella struttura commissariale, oggi composta da un nucleo snello di 12 persone. Manfredi rivendica la paternità di una nuova fase tecnica: progetti approvati e validati, copertura finanziaria garantita e realizzazione immediata per evitare il "decennio di parole" che ha caratterizzato le precedenti gestioni. "Se dovessi restare a guardare altri dieci anni di discussioni inutili, mi sarei già dimesso", ha incalzato il Sindaco, sottolineando come la burocrazia e l'ideologia siano stati i veri veleni di Bagnoli, ben peggiori a suo dire degli inquinanti industriali.
L'America’s Cup come volano: New Zealand punta al 2029
Mentre la politica discute di bonifiche, il grande sport internazionale guarda a Bagnoli come la nuova frontiera della vela mondiale. Grant Dalton, AD di Emirates Team New Zealand, ha lanciato un'ipotesi clamorosa: trasformare Napoli nella sede fissa delle regate, con un bis già ipotizzato per l'America’s Cup 2029.
Il cronoprogramma delle regate
Nonostante le proteste di alcuni residenti, il piano procede. Estate 2026: Inizio delle regate di avvicinamento in Sardegna. Giugno/Luglio 2027: Arrivo dei bolidi del mare nel golfo di Napoli. La barca di New Zealand sfoggerà una livrea "Azzurro Napoli", un omaggio alla città e alla sua passione sportiva.
La cautela di Manfredi
Nonostante l'entusiasmo di Dalton, che paragona la corsa contro il tempo di Bagnoli agli sprint finali visti per le Olimpiadi di Cortina, Manfredi resta con i piedi per terra: "Siamo napoletani e scaramantici. Dimostriamo di saper fare bene la prima edizione nel 2027, poi penseremo al futuro". La sfida è aperta.
