De Laurentiis, duro attacco a Giuli: "Bisognerebbe fargli scuola"

Il presidente del Napoli: "Se ha 650 milioni all'anno e non sai dividerli meglio non fare ministro"

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Napoli.  

Duro attacco di Aurelio De Laurentiis al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il produttore e presidente del Napoli ha criticato senza mezzi termini la gestione dei fondi pubblici destinati al settore audiovisivo, intervenendo durante la conferenza stampa del film Scuola di seduzione di Carlo Verdone.

“"Bisognerebbe fare un po' di scuola a Giuli per le c.... che ha commesso il ministero dei Beni e delle Attivita' culturali, Quando hai a disposizione 650 milioni all’anno e non sai suddividerli per competenze differenziate, è meglio che tu non faccia il ministro”, ha dichiarato De Laurentiis, puntando il dito contro quella che ritiene una gestione inefficiente delle risorse da parte del Ministero della Cultura.

Nel mirino del patron azzurro anche il sistema cinema nel suo complesso: “La verità è che il cinema italiano molto spesso ha derubato i soldi pubblici”, ha aggiunto, denunciando sprechi e pratiche distorte che, a suo dire, penalizzerebbero l’industria e chi lavora concretamente nella produzione.

De Laurentiis ha poi lamentato l’assenza di un confronto strutturato tra istituzioni e operatori del settore: “Non si capisce perché chi sa fare questo lavoro non venga coinvolto per decidere quali film finanziare e con quali modalità”.

Tra le proposte avanzate, anche un diverso criterio di assegnazione dei fondi pubblici, legato ai risultati e al gradimento del pubblico: una parte delle risorse, secondo il produttore, dovrebbe essere distribuita a posteriori in base al successo delle opere.

Infine, l’invito diretto al ministro Giuli: “Perché non vieni a confrontarti? Invece di fare conferenze, vieni a spiegare cosa c’entri con il mondo dell’audiovisivo e come pensi di farlo crescere”.

Parole che riaccendono il dibattito sulla gestione dei finanziamenti pubblici al cinema italiano e sul rapporto tra istituzioni e industria culturale.