Napoli, trionfo del No: magistrati in festa contro Meloni

A Napoli il No stravince col 77%

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Dinacci (PD): "Uno dei dati migliori d'Italia"

Napoli.  

 

Il verdetto delle urne a Napoli non è solo un dato numerico, ma una deflagrazione politica che scuote le fondamenta del progetto di riforma costituzionale. Con una percentuale che sfiora il 77%, il capoluogo campano si conferma la roccaforte dell’opposizione, consegnando al "campo largo" una vittoria schiacciante che ha immediatamente assunto i contorni di uno scontro frontale tra poteri dello Stato.

Il caso: "Chi non salta Meloni è" nella saletta ANM

Mentre i dati ufficiali sancivano il crollo della riforma, all’interno del Tribunale di Napoli l’atmosfera si surriscaldava. Nella saletta dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), una cinquantina di toghe ha celebrato l'esito dello scrutinio con brindisi e cori destinati a far discutere. "Chi non salta Meloni è", l'urlo che ha ritmato i festeggiamenti, alternato a "Bella Ciao" e a stoccate dirette alla magistrata Annalisa Imparato, volto del comitato del "Sì" a Santa Maria Capua Vetere. Presenti ai festeggiamenti figure chiave del fronte critico verso via Arenula, tra cui Aldo Policastro — già protagonista di un durissimo scontro dialettico con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio — ed Ettore Ferrara, presidente del comitato napoletano per il No dell’ANM.

I numeri del plebiscito: Napoli guida la rivolta del Sud

I dati definitivi cristallizzano un distacco abissale. A Napoli città, il No ha raggiunto il 75,86%, superando persino le proiezioni iniziali. Un risultato che Francesco Dinacci, segretario provinciale del PD, definisce come "uno dei migliori in Italia".

La distribuzione del voto (Dati provvisori):
Napoli Città NO al 75,86% SI al 24,14%
Area Metropolitana NO al 70,00% SI al 30,00%
Regione Campania No> 70,00% SI< 30,00%

Secondo Dinacci, il successo è frutto di una "mobilitazione straordinaria" che ha visto compatti il Sindaco Gaetano Manfredi, il Presidente Roberto Fico e la società civile contro quella che è stata definita "una pessima riforma che ha spaccato il Paese".

Analisi politica: La Costituzione come scudo

Il messaggio che arriva da Napoli è un segnale d'allarme per Palazzo Chigi. Nino Simeone, capogruppo di "Fico Presidente" in Consiglio Regionale, ha ribadito la centralità della Campania nella difesa dei pilastri democratici: "La partecipazione responsabile dei cittadini riafferma che la Costituzione non si tocca". Simeone ha poi rivolto un plauso a magistrati simbolo come Nicola Gratteri, Nino Di Matteo e Raffaele Cantone, legando idealmente la vittoria referendaria alla tutela dell'indipendenza della magistratura, tema percepito come sotto attacco dalla riforma proposta dalla maggioranza.

Un clima di scontro istituzionale

L'episodio dei cori in tribunale, tuttavia, rischia di innescare una nuova stagione di tensioni tra magistratura e politica. Se da un lato il voto popolare boccia sonoramente le ambizioni della destra, dall'altro la partecipazione attiva e "militante" di alti magistrati ai festeggiamenti anti-governativi presta il fianco alle critiche di chi accusa le toghe di parzialità politica. Il dato politico, però, resta inoppugnabile: Napoli e il Sud hanno alzato un muro invalicabile, congelando, per ora, ogni tentativo di modifica della Carta fondamentale.