Non è fantascienza, ma un’infrastruttura strategica che promette di riscrivere le regole del calcolo computazionale. In occasione del terzo congresso nazionale del National Quantum Science and Technology Institute (Nqsti) a Napoli, è stato annunciato il progetto Q-Sud: il primo computer quantistico europeo "delocalizzato". Con un investimento di 20 milioni di euro, l’iniziativa segna un cambio di passo fondamentale per la sovranità tecnologica italiana ed europea, collegando centri di eccellenza distribuiti lungo la penisola.
Un ponte tecnologico tra Napoli, Salerno e Bologna
Il cuore di Q-Sud risiede nella sua natura distribuita. A differenza dei supercomputer tradizionali racchiusi in un unico Data Center, questo sistema creerà un asse fisico e digitale tra i nodi quantistici di Napoli e Salerno e il polo del Cineca di Bologna, dove risiede il supercomputer Leonardo. L'obiettivo è integrare la potenza del calcolo quantistico con le capacità dei supercomputer già esistenti, rendendo risolvibili in poche ore problemi complessi che oggi richiederebbero decenni di elaborazione.
Il ruolo strategico del PNRR
"Nqsti è oggi pienamente operativo e sostenibile grazie agli strumenti messi in campo dal Governo per valorizzare gli investimenti del PNRR", ha dichiarato Fabio Beltram, coordinatore scientifico dell'istituto. La roadmap è già tracciata: i progetti Pon per il triennio 2026-2028 partiranno a giorni, sostenuti anche dai fondi previsti in legge di bilancio per il biennio successivo.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti, ha ribadito l'urgenza di questa transizione in un videomessaggio:
"Il futuro del quantum è già cominciato. Ora dobbiamo passare dai risultati scientifici all’industrializzazione, portando queste tecnologie a terra attraverso una cultura della cooperazione."
Verso un ecosistema industriale
Il progetto non si limita all'hardware. Durante il convegno è stato ufficializzato l'ingresso in Nqsti dell'Istituto di Ricerca Metrologica (INRiM) e delle università di Salerno e Modena-Reggio Emilia, ampliando una rete che conta già decine di partner pubblici e privati. A livello internazionale, l'Italia rafforza la sua posizione partecipando al progetto europeo Spins (nell’ambito del Chips Act) e alla European Quantum Academy, un programma dedicato alla formazione dei futuri esperti del settore, finanziato al 50% dal Governo italiano e dall'Unione Europea.
