Alta tensione a Napoli alla vigilia delle celebrazioni per il 25 Aprile. Al centro della polemica c’è l’annuncio di un convegno dedicato al controverso tema della “remigrazione”, fissato per venerdì 24 aprile in una location al momento mantenuta riservata dagli organizzatori. L’iniziativa, che vede la partecipazione di esponenti di spicco come il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e i rappresentanti di CasaPound Luca Marsella ed Emanuela Florino, ha scatenato la dura reazione di Rosario Andreozzi, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
La denuncia di Andreozzi: "Inaccettabile provocazione"
Per Andreozzi, la scelta di organizzare l’incontro proprio a poche ore dall’anniversario della Liberazione, e nella città simbolo delle "Quattro Giornate", rappresenta una "provocazione inaccettabile".
«Trovo gravissimo che esponenti delle istituzioni nazionali e regionali legittimino gruppi neofascisti che dovrebbero essere dichiarati illegali», ha dichiarato il consigliere in una nota. Andreozzi punta il dito contro il contenuto dell'incontro, definendo il concetto di "remigrazione" come un vero e proprio «progetto di deportazione di massa» che, a suo avviso, travalica i confini della libera espressione per sconfinare nella «propaganda di odio razziale».
L’appello alle istituzioni e la chiamata alla mobilitazione
Il consigliere regionale ha lanciato un appello diretto alle autorità cittadine e locali. Andreozzi ha chiesto l'intervento immediato del Sindaco di Napoli e del Presidente della Regione Campania affinché prendano posizione, sollecitando inoltre Prefetto e Questore a valutare misure per impedire lo svolgimento di un evento che, secondo l'esponente di AVS, violerebbe i principi fondamentali della Costituzione antifascista.
«Napoli è storicamente una città di emigrazione. Non potrete convincere questa gente ad odiare chi fugge dalla povertà», ha aggiunto, sottolineando la contraddizione di una destra che, a suo dire, sarebbe responsabile dell'attuale disuguaglianza sociale che spinge proprio i giovani napoletani a cercare fortuna altrove.
Verso la contro-manifestazione
La risposta del mondo associativo non si è fatta attendere. In parallelo alla mobilitazione lanciata da sindacati e realtà della società civile, che si ritroveranno nel pomeriggio del 24 aprile per contestare l’evento, si attende nelle prossime ore l’annuncio ufficiale del luogo e dell’orario del presidio. La città, che ha recentemente espresso un netto rifiuto verso derive autoritarie con i risultati del referendum costituzionale, si prepara dunque a una giornata di alta tensione politica, con le autorità impegnate a gestire l'ordine pubblico in una data dal forte valore simbolico.
