Il caso della poltrona vacante in Giunta a Napoli continua a tenere banco. Quella che doveva essere la giornata decisiva per il rapporto tra il Partito Democratico e il sindaco Gaetano Manfredi si è risolta, ancora una volta, in un nulla di fatto. Igor Taruffi, responsabile organizzativo nazionale dei dem, ha comunicato al primo cittadino la necessità di ulteriore tempo, confermando lo stallo che attanaglia il partito da ormai tre anni, ovvero dal momento delle dimissioni di Paolo Mancuso.
La strategia di Roma e l'impasse napoletana
La telefonata tra Taruffi e Manfredi non ha chiarito le intenzioni dei dem, alimentando il nervosismo tra le correnti cittadine. L’intervento diretto di Roma, volto a bypassare le difficoltà dei dirigenti napoletani non ha ancora prodotto il nome unitario sperato. Il segnale più evidente della crisi di compattezza è la mancata convocazione del gruppo dei consiglieri comunali, segno che la sintesi politica è ancora lontana.
I nomi in ballo: chi corre per il pd a Palazzo San Giacomo
Il toto-nomi è frenetico e riflette i pesi delle diverse componenti. C'è innanzitutto Gennaro Acampora, capogruppo in Consiglio, è il profilo più gradito al sindaco e gode del sostegno di Massimiliano Manfredi e della consigliera regionale Bruna Fiola. Peppe Annunziata, vicino al vicegovernatore Mario Casillo, rappresenta l’ala del partito che preme per un riconoscimento del peso territoriale, Anna Riccardi, presidente della Fondazione "Famiglia di Maria", resta il profilo che potrebbe fungere da soluzione terza. Ma nelle ultime ore prende sempre più corpo l'ipotesi Valerio Di Pietro: ingegnere gestionale e nome fortemente sponsorizzato dal parlamentare Marco Sarracino, uomo di fiducia della Schlein. Le sue quotazioni sono in costante ascesa, poiché l'incarico ricadrebbe nell'area di riferimento della segretaria nazionale.
Il monito di Manfredi verso le urne
Lo stallo preoccupa non poco il sindaco in vista della campagna elettorale per il suo secondo mandato. Manfredi è stato chiaro con il segretario provinciale Francesco Dinacci: non ci sarà spazio per un rimpasto profondo. Il primo cittadino punta alla continuità, avendo già risolto autonomamente la sostituzione di Luca Trapanese (passato in regione) con il giornalista Carlo Puca, uomo di sua fiducia e coordinatore del nuovo movimento "Progetto Civico". Mentre il "campo largo" osserva, resta il dubbio di fondo: riuscirà il Pd a trovare una quadra autonoma o sarà costretto a subire una scelta imposta direttamente dai vertici nazionali?
