Corteo anti remigrazione, scontri e caos a Napoli: acqua sulla polizia

I manifestanti hanno lanciato gavettoni sulle forze dell'ordine, lievi tensioni

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In Piazza anche Cgil, Anpi, la rete No Kings. "Alla vigilia del 25 aprile parlare di remigrazione a Napoli è una provocazione, noi rispondiamo così: iatevenne"

Napoli.  

Si è conclusa nel tardo pomeriggio la manifestazione di protesta che ha paralizzato l’area Nord di Napoli. Il corteo, indetto per contestare il convegno sulla proposta di legge sulla "remigrazione", ha visto momenti di lieve tensione tra attivisti e forze dell'ordine, con lanci di gavettoni ma con pesanti ripercussioni sulla viabilità cittadina e sui collegamenti con l’aeroporto di Capodichino.

Lo scontro: pistole ad acqua contro il cordone di sicurezza

Il corteo, partito da piazza Carlo III, aveva come obiettivo il Millennium Gold Hotel in viale Comandante Umberto Maddalena. All'interno della struttura era in corso la presentazione della proposta di legge promossa dal comitato "Remigrazione e Riconquista", alla quale partecipavano, tra gli altri, il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ed esponenti di Casapound.

Bloccati a pochi metri dall'albergo da un imponente schieramento di forze dell'ordine in assetto antisommossa, i manifestanti hanno risposto con una forma di protesta plateale: indossati gli impermeabili, hanno bersagliato gli agenti con getti d'acqua con pistole giocattolo e lance a pressione. "Puzzate di fascio, vi vogliamo lavare un po'", è stato l'urlo che ha accompagnato l'azione.

Un gruppo di circa cinquanta giovani della rete 'No Kings' ha tentato di forzare il blocco di sicurezza per raggiungere l'albergo. Gli agenti in assetto antisommossa hanno respinto i manifestanti.

La sfida di Casapound, 'remigrazione anche per i regolari'

Rimandare a casa anzitutto i clandestini, "e poi anche i regolari: nessuna deportazione, ma un piano di incentivi per i volontari". Luca Marsella, portavoce di CasaPound Italia e presidente del comitato remigrazione e Riconquista, spiega così il senso della proposta di legge popolare che ha già raccolto 150mila firme, il triplo del necessario, e che, a suo avviso, "può cambiare il destino della nostra nazione". Dopo le polemiche di fine gennaio per la mancata presentazione del testo alla Camera, con l'occupazione della sala da parte di parlamentari dell'opposizione poi sanzionati, il comitato ha avviato un tour in varie città con tappa a Napoli proprio alla vigilia del 25 aprile.

Una data che Cgil, Anpi e la base antagonista hanno considerato scelta provocatoria, "nella città delle Quattro Giornate, medaglia d'oro per la Resistenza". Da qui l'organizzazione del corteo:

"Siamo in piazza - ha detto Nicola Ricci, segretario Cgil Napoli e Campania - contro la deriva di destra e fascista, che propone una legge sulla remigrazione con tutti i connotati del sovranismo, dell'antidemocrazia e del razzismo. Riaffermiamo con i movimenti, le associazioni, la rete No Kings e l'Anpi che Napoli è la capitale della multietnicità e dell'accoglienza".

Tra i manifestanti c'è anche il consigliere regionale di Avs Rosario Andreozzi: "Nella città delle Quattro giornate, medaglia d'oro alla resistenza, è una grandissima provocazione il giorno prima del 25 aprile venire a parlare di Remigrazione. La nostra è una città multietnica, multiculturale, città di pace, città dell'accoglienza, città antifascista. Noi contestiamo anche un ex ministro della Cultura e un parlamentare che vengono a parlare di remigrazione tentando di alzare i muri nel nostro Paese".

Caos mobilità: chiusi gli svincoli della Tangenziale

Se sul piano dell'ordine pubblico la situazione è rimasta contenuta entro i limiti dello scontro di piazza, i disagi maggiori si sono registrati sul fronte della viabilità. Il cordone di polizia ha reso necessario l'interruzione totale del traffico su viale Umberto Maddalena, arteria vitale per l'accesso allo scalo aeroportuale.

Su richiesta della Questura di Napoli, è stato ordinato un provvedimento d'emergenza: la chiusura precauzionale dei due svincoli della Tangenziale situati in zona. Il provvedimento ha causato code chilometriche e paralizzato il traffico per ore, costringendo numerosi viaggiatori diretti a Capodichino ad abbandonare i taxi o le auto private per raggiungere l’aeroporto a piedi con i bagagli in spalla.

Il bilancio politico

La manifestazione si è sciolta dopo il respingimento del tentativo di sfondamento. Restano le forti critiche dei comitati organizzatori contro la blindatura della zona. "Nell'Italia di Giorgia Meloni schierano un esercito a difesa di quattro razzisti", hanno dichiarato i portavoce della rete No Kings al termine del presidio. Mentre l'iniziativa promossa dal comitato Remigrazione e Riconquista si avviava alla conclusione, le forze dell'ordine hanno iniziato le operazioni di riapertura dei tratti stradali, sebbene il ritorno alla normalità per il traffico cittadino sia avvenuto solo in serata.