Una "deriva democratica" che sta riducendo il Consiglio comunale di Napoli a un semplice ufficio di ratifica. È questa l'accusa lanciata dai vertici partenopei di Fratelli d'Italia, che denunciano il progressivo svuotamento del ruolo dell’assemblea cittadina e la sistematica assenza del sindaco Gaetano Manfredi. In una nota congiunta, Marco Nonno (Presidente FdI Napoli), Luigi Rispoli (Vicepresidente) e il consigliere comunale Giorgio Longobardi hanno dipinto un quadro preoccupante dello stato di salute delle istituzioni cittadine, parlando di un equilibrio ormai compromesso tra esecutivo e legislativo.
L'accusa: "Sindaco assente e strappo procedurale"
Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni, l'assenza del primo cittadino dai lavori d'aula non sarebbe più un caso isolato, ma un "elemento strutturale". Un atteggiamento che, secondo FdI, tradirebbe una concezione burocratica delle istituzioni, dove il confronto politico viene evitato a favore di decisioni prese nelle stanze della Giunta. Il punto di rottura sarebbe stato raggiunto nell’ultima seduta consiliare. Sotto la lente d’ingrandimento finisce la presenza in aula dei nuovi assessori, Puca e Di Pietro: "Il sindaco non ha adempiuto al dovere istituzionale di presentare formalmente la nuova giunta, come previsto dalla normativa. Un vulnus procedurale gravissimo che manca di rispetto al Consiglio e ai napoletani", dichiarano gli esponenti di centrodestra.
Il caso "Rottamazione Quinquies" e il numero legale
Oltre alle questioni di forma, FdI pone l'accento sulla sostanza politica. Due i fatti principali che evidenzierebbero la fragilità della maggioranza: lo scioglimento della seduta e la mancanza del numero legale ha impedito la discussione di atti fondamentali, segno di una coalizione che fatica a restare compatta. Nonostante il Consiglio avesse deliberato all’unanimità l'adesione alla cosiddetta "rottamazione quinquies" (la definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione), la Giunta non avrebbe ancora dato seguito alla decisione. "Quando l’aula decide e l’esecutivo ignora, si configura un cortocircuito istituzionale che mina le basi del principio democratico", incalzano Nonno, Rispoli e Longobardi. A complicare lo scenario per Manfredi si aggiunge la crisi politica interna. L'uscita dalla maggioranza del consigliere Gennaro Esposito è interpretata da Fratelli d'Italia come il segnale plastico di un malessere profondo che sta logorando la coalizione a sostegno del sindaco.
La richiesta: "Ristabilire l'ordine istituzionale"
Fratelli d’Italia Napoli conclude l’attacco chiedendo un’inversione di rotta. L'appello a Manfredi è chiaro: garantire presenza costante, rispetto per le prerogative consiliari e l'adesione immediata ai provvedimenti votati dall'aula, a partire proprio dalla rottamazione delle cartelle esattoriali. "Napoli merita istituzioni forti e funzionanti. Non accetteremo che il cuore dell'indirizzo politico della città venga ulteriormente svilito", conclude la nota.
