Da simboli dell'opulenza criminale e del controllo del territorio a presidi di democrazia, welfare e occupazione. Napoli si prepara a celebrare il trentennale della Legge 109/1996 con l’iniziativa “Beni Confiscati Porte Aperte”, presentata oggi a Palazzo San Giacomo. Il programma, che si snoderà dal 18 al 22 maggio, trasformerà la città in un laboratorio a cielo aperto della legalità, culminando nel ricordo della Strage di Capaci il 23 maggio.
L’iniziativa: una fotografia del riutilizzo sociale
Promosso dal Comune di Napoli in sinergia con la Fondazione Pol.i.s. e Libera, il programma prevede una settimana di workshop, laboratori didattici e visite guidate. L'obiettivo è permettere ai cittadini di varcare la soglia di quegli immobili che per anni sono stati bunker o centrali del malaffare, oggi gestiti da cooperative e associazioni del Terzo Settore.
"Aprire queste porte significa dimostrare che la legalità produce servizi e cultura", ha sottolineato la presidente del Consiglio comunale, Enza Amato. Un passaggio chiave che sposta il focus dalla repressione giudiziaria alla rigenerazione urbana: Napoli vanta una storia consolidata nel "strappare" spazi ai clan per restituirli alla dignità collettiva.
Il nodo delle risorse e la campagna di Libera
Se da un lato la cronaca celebra i successi, l'inchiesta politica si sposta sulla sostenibilità economica di questi presidi. Non basta assegnare un bene; occorre metterlo in sicurezza e renderlo produttivo. È qui che si inserisce la battaglia politica di Libera, sostenuta dall’assessore alla Legalità Antonio De Iesu. Durante gli eventi di "Porte Aperte", sarà possibile firmare per una proposta di legge di iniziativa popolare: destinare stabilmente il 2% del Fondo Unico di Giustizia (FUG) al riuso sociale.
"Servono risorse certe", ha ammonito De Iesu. "Il potere criminale si sconfigge mostrando che lo Stato è più efficiente. Destinare una quota del FUG significa garantire che i progetti di rigenerazione non restino cattedrali nel deserto ma diventino motori economici autosufficienti".
Un ponte verso il 23 maggio
Il calendario degli appuntamenti non è casuale. La chiusura delle attività il 22 maggio farà da preludio alla Giornata della Memoria del 23 maggio, anniversario della Strage di Capaci.
Alla presentazione hanno partecipato figure chiave della gestione del patrimonio cittadino, tra cui Nunzia Ragosta (Dirigente Servizio Beni Confiscati), Pasquale Esposito (Commissione Legalità), Mariano Di Palma (Libera) ed Enrico Tedesco (Fondazione Pol.i.s.). Il messaggio corale è chiaro: la trasparenza e la partecipazione popolare sono i soli anticorpi efficaci contro la prevaricazione mafiosa.
Perché visitare i beni confiscati?
Partecipare a "Porte Aperte" non è solo un atto civile, ma un'opportunità per conoscere da vicino le oltre mille esperienze di riutilizzo attive in Italia. Napoli, con la sua densità di beni sottratti ai clan, si pone come capofila di un modello internazionale che trasforma il "maltolto" in bene comune.
