Una risposta giudiziaria e amministrativa potenziata che inizia a mostrare i primi riscontri numerici, ma che si scontra ancora con la persistenza dei reati ambientali e con un inquinamento radicato nel territorio. Questo il bilancio della Cabina di regia sulla Terra dei Fuochi che si è riunita oggi nella Prefettura di Napoli, presieduta dal Prefetto Michele Di Bari alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, della Viceministra all’Ambiente Vannia Gava e del Commissario unico per le bonifiche, il Generale dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Vadalà.
Il bilancio giudiziario: droni, flagranza differita e il nodo dell'IA
I dati operativi presentati dall'esecutivo tracciano un quadro di marcato incremento dell'attività repressiva e d'indagine nell'area compresa tra la città metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta. Nel confronto tra i primi sette mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026, l'azione di contrasto agli sversamenti illeciti e ai roghi tossici ha registrato una sensibile impennata:
Arresti: saliti da 4 ad oltre 50 (52 complessivi);
Denunce alla Procura: da 305 a 869 persone iscritte nel registro degli indagati;
Siti e attività controllate: raddoppiati, passati da 372 a 756;
Sequestri di aree e impianti: da 178 a 425 siti posti sotto vincolo giudiziario;
Sequestri di veicoli: da 397 a 851 mezzi sottratti alla disponibilità delle filiere illecite;
Misure pecuniarie ed accessorie: sanzioni per oltre 5,5 milioni di euro (rispetto ai 3,5 milioni del 2025) e 87 patenti ritirate in forza delle ultime novità normative.
A fare da volano alla crescita dei provvedimenti restrittivi è stato l'istituto della flagranza differita, introdotto per i reati ambientali. La norma consente agli investigatori delle forze dell'ordine di procedere all'arresto entro 48 ore dall'illecito, avvalendosi dell'analisi differita delle riprese effettuate da sistemi di videosorveglianza, telecamere d'ambito e droni.
A margine del tavolo istituzionale, il Sottosegretario Mantovano è intervenuto anche sulle polemiche relative alle nuove tecnologie investigative e al disegno di legge sull'Intelligenza Artificiale legata al riconoscimento facciale, annunciando modifiche garantiste in vista del prossimo Consiglio dei Ministri:
«Per l'utilizzo dello strumento dell'Intelligenza Artificiale nell'esame delle immagini sarà esplicitata la necessità dell'autorizzazione del magistrato. Nessuna volontà di trasformare l'ordinamento in uno Stato di polizia: intendiamo tutelare le libertà garantendo al contempo un quadro normativo efficace per gli inquirenti.»
Bonifiche e rimozione rifiuti: la mappa degli interventi
Se il versante penale registra una recrudescenza dell'azione repressiva, il versante operativo legato alle bonifiche dei 150 mila ettari distribuiti su 90 comuni evidenzia i tempi lunghi necessari per il ripristino ambientale.
Il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, a capo della struttura commissariale, ha tracciato la rotta delle attività di rimozione: ad oggi risultano rimosse oltre 10 mila tonnellate di rifiuti (circa 14 mila metri cubi), prevalentemente concentrate nelle zone agricole e limitrofe. L'obiettivo operativo per la fine del 2026 è raggiungere la quota di 20 mila tonnellate rimosse, su una massa complessiva stimata in 33 mila tonnellate.
Tuttavia, come evidenziato dal Commissario, gli interventi di pulizia continuano a soffrire del fenomeno della re-immissione abusiva degli scarti, in particolare quelli provenienti dall'edilizia e dal sommerso industriale. Un fenomeno riscontrato di recente anche nei territori dell'Aversano, dove le forze dell'ordine sono dovute intervenire per bloccare ditte che sversavano scarti in aree appena bonificate.
Nuovi fondi in arrivo: a settembre 200 milioni per le falde
Per sostenere le fasi più complesse dell'emergenza, la caratterizzazione dei suoli e la decontaminazione delle matrici ambientali profondo, il Governo ha annunciato un ulteriore stanziamento economico.
La Viceministra all'Ambiente Vannia Gava ha confermato che, dopo i primi 60 milioni allocati nei precedenti provvedimenti, con la manovra di settembre verranno destinati ulteriori 200 milioni di euro alla struttura commissariale. Le risorse saranno prioritariamente indirizzate verso la messa in sicurezza e l'analisi approfondita delle falde acquifere, considerate il fattore di rischio più critico per la salute pubblica e la sicurezza idrica delle popolazioni locali.
L'iter per il risanamento completo, secondo le stime commissariali, richiederà continuità d'azione almeno fino a tutto il 2027, a condizione che le misure penali ed amminstrative riescano a recidere le filiere dello smaltimento illecito a monte.
