Decreto Campi Flegrei, fondi per chi lascia l'area: è protesta a Roma

Musumeci annuncia il decreto per i Campi Flegrei con incentivi alla delocalizzazione

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Ma i comitati dicono no e protestano a Roma l'8 ottobre

Pozzuoli.  

 

L'annuncio di un provvedimento normativo urgente non basta a placare una comunità esausta. Mente a Palazzo Chigi si perfeziona il nuovo decreto ad hoc sui Campi Flegrei, destinato all'esame del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni, dai territori flegrei la risposta è perentoria: «Adesso il tempo è scaduto». Il prossimo giovedì 8 ottobre, cittadini, associazioni, sindacati e amministratori di Pozzuoli, Bacoli, Bagnoli, Quarto e Monte di Procida confluiranno a Roma per una grande manifestazione di protesta organizzata dai comitati territoriali.

La svolta del Governo: governance unica e delocalizzazione incentivata

Durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione del deputato M5S Antonio Caso, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha illustrato le linee guida del provvedimento ordinamentale e finanziario sviluppato d'intesa con la Regione Campania. L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è superare la frammentazione della gestione emergenziale e costruire una cornice legislativa pluriennale per la convivenza con il fenomeno bradisismico.

Tra le novità annuncite dal ministro una Governance Unica con Accentramento di responsabilità, poteri speciali e catena decisionale inequivocabile per accelerare i processi. Poi la delocalizzazione incentivata con risorse economiche destinate ai cittadini situati nelle aree a maggiore rischio vulnerabile che scelgono volontariamente di trasferirsi altrove. Un fondo pluriennale dedicato per la mitigazione dei rischi e l'adeguamento delle infrastrutture.e per quanto riguarda la messa in sicurezza la prosecuzione del piano di interventi per la riduzione della vulnerabilità sismica (20 milioni annui stanziati dal 2025 al 2029).

«L’evoluzione del fenomeno impone un complessivo riordino dell'attività legislativa finora prodotta - ha rimarcato Musumeci - Dobbiamo virare dall'eterna emergenza a una seria prevenzione strutturale».

Le cifre dell'emergenza e la stangata di due mesi fa

La tensione sociale si è inasprita a due mesi dalla violenta scossa di terremoto del 31 luglio, che ha incrementato la conta degli immobili inagibili e allungato la lista delle famiglie sradicate dalla propria quotidianità. Ad oggi il bilancio dell'emergenza evidenzia 2.384 nuclei familiari ancora fuori casa, 5.603 persone sfollate o sistemate in sistemazioni precarie, un tessuto socio-economico al collasso per l'impatto sul commercio e sul turismo.

I comitati contestano duramente il recente naufragio in commissione parlamentare degli emendamenti proposti per il territorio nell'ambito del decreto PA. Una bocciatura che ha convinto i cittadini a organizzare i pullman per il sit-in nella Capitale.

La spaccatura politica: «Servono risorse immediate, non inviti a scappare»

Dal fronte parlamentare, le opposizioni incalzano l'esecutivo chiedendo tempi di attuazione chiari e fondi certi per evitare che il decreto si traduca in uno scatolone vuoto. Il deputato Antonio Caso (M5S) ha replicato duramente al ministro in Aula: «È necessario cambiare passo. Servono risposte immediate per garantire il ritorno a casa in sicurezza dei cinquemila sfollati, non proposte che suonano come un invito ad abbandonare la propria terra. Serve un piano strutturale per l'edilizia e un sostegno economico diretto a tutte le imprese locali, altrimenti la comunità si sfalda definitivamente».

Anche la senatrice Valeria Valente (PD) sollecita garanzie precise: «Basta con i tamponi e i rinvii. Il bradisismo è un fenomeno strutturale e richiede risorse adeguate, tempi certi e strumenti efficaci. La comunità flegrea merita rispetto e chiarezza».