Che il fattore San Paolo sia risultato spesso determinante per i colori azzurri è fuori discussione, del resto basti pensare a quante volte la squadra è passata in svantaggio tra le mura amiche prima di realizzare strepitose rimonte anche a tempo scaduto attaccando nella ripresa verso la curva B, quel muro azzurro che rappresenta per davvero il dodicesimo uomo in campo e che fa tremare le gambe anche ad avversari storicamente abituati a palcoscenici di un certo prestigio. I numeri, però, dicono che il Napoli di Sarri stia infrangendo ogni sorta di record anche lontano dalle mura amiche, merito non solo di 4-5mila persone che seguono la squadra del cuore dappertutto anche in campo internazionale, ma anche e soprattutto di un’organizzazione di gioco che permette di sfruttare gli spazi a disposizione e di far male in ripartenza. I dati sono alquanto emblematici: il Napoli, in campionato, non perde in trasferta da trenta partite e, nella stagione in corso, ha collezionato 13 vittorie e 4 pareggi senza mai conoscere l’onta di una sconfitta. Nessuno in serie A ha fatto meglio di Callejon e compagni, tra i primi quattro miglior attacchi in trasferta (32 gol segnati), tra le difese meno perforate (8 reti subite) e con una media impressionante di 2,53 punti a partita, addirittura inferiore a quella registrata al San Paolo, laddove sono arrivate le sconfitte contro Juventus e Roma che, ad oggi, determinano il -1 dalla vetta. Altro dato interessante: per ben due volte il Napoli ha vinto sei partite consecutive in campo esterno, prima di essere fermato sullo 0-0 dal Chievo (5 novembre) e dall’Inter nel mese di febbraio, anche in questo caso senza subire reti. San Siro è l’unico stadio che gli azzurri non hanno espugnato pur avendoci giocato in due occasioni: anche il Milan di Gattuso, prima di sprofondare nel tunnel della crisi, aveva conquistato un prezioso 0-0, merito soprattutto di un miracolo di Donnarumma su Milik a tempo ampiamente scaduto.
A questo punto la Fiorentina spera di compiere l’impresa e di essere la prima squadra a battere il Napoli da ospitante, pur consapevole che buona parte del pubblico locale, con lo slogan “Scansiamoci”, quasi auspica un ko interno per fare indirettamente un dispetto alla storica rivale a tinte bianconere. All’Artemio Franchi, un tempo fortino inespugnabile e campo mai violato dal Napoli targato Sarri nelle due stagioni precedenti, Simeone e soci hanno un bilancio tutt’altro che positivo: 7 vittorie, 5 pareggi e ben 5 sconfitte, con i ko contro Roma, Lazio e Juventus e i pareggi con Inter e Milan che li confermano piccoli con le grandi, altro fattore da non sottovalutare. Occhio, però, alla fase difensiva: i viola in sette circostanze sono riusciti a mantenere la porta inviolata, tuttavia segnando poco (24 gol) e mantenendo una media di 1,53 punti per le gare interne, specchio fedele di una classifica che rischia di diventare anonima in caso di ulteriore passo falso con il Napoli. Sarà interessante anche la sfida tra Stefano Pioli e Maurizio Sarri. Il tecnico della Fiorentina, come rimarcato anche ieri, ha esordito tra i professionisti proprio contro il Napoli: era il Ferragosto del 2003 e all’Arechi la sua Salernitana- in odore di ripescaggio in serie B- fermò sullo 0-0 gli azzurri di Agostinelli, analogo risultato maturato anche in campionato sia all’andata (sul neutro di Campobasso), sia a ritorno. Ed è stato 0-0 anche nel match di dicembre, quando gli azzurri dovettero ringraziare un super Reina e portarono a casa un punto che, alla lunga, è risultato preziosissimo. Non va dimenticato che Pioli eliminò anche il Napoli dalle semifinali di Coppa Italia espugando il San Paolo. Statistiche e curiosità, dunque, indirizzano il risultato verso un successo del Napoli, spettacolare in casa quanto implacabile in trasferta. Riusciranno i viola a mettere lo sgambetto alla futura potenziale capolista?
Gaetano Ferraiuolo
