Dalle stelle alle stalle in poco più di 24 ore. Dal possibile sorpasso all'ennesima beffa proprio quando la tifoseria era pronta a festeggiare per il coronamento di una rimonta strepitosa e destinata a restare nella storia. Nulla cancellerà il percorso sportivo di una squadra che da anni fa sognare in Italia e anche in ambito internazionale, ma nel calcio contano i risultati e il Napoli di Sarri rischia di chiudere la seconda stagione di fila con "zeru tituli", contrariamente a quanto accaduto nelle gestioni precedenti che, pur meno divertenti ed intense emotivamente, avevano comunque permesso alla società di mettere trofei in bacheca. Oggi il Napoli si lecca le ferite e vede la Juventus a -4 con appena 9 punti a disposizione e con un calendario che permetterà presumibilmente ai bianconeri di archiviare la pratica tra le mura amiche; tanto, troppo ha pesato quel colpo di testa al 90' dell'ex Gonzalo Higuain che ha gelato San Siro e costretto Insigne e compagni a scendere in campo con una pressione incredibile addosso e con la "rassegnazione" di dover rinviare il discorso primo posto anche in caso di successo. Chi si aspettava una Fiorentina in versione "scansiamoci" è rimasto sicuramente deluso; la squadra di Pioli, tra andata e ritorno, ha messo sotto il Napoli come testimoniano le statistiche che parlano di 26 tiri in porta a 5 nell'arco dei 180 minuti, numeri che imporrebbero una seria riflessione e che possono essere solo in parte giustificati dal rosso lampo sventolato da Mazzoleni a Kalidou Koulibaly ,aggirato come un novellino da Simeone e costretto ad affossarlo per evitare la fulminea capitolazione. Sin dal primo minuto si era capito che non era il solito Napoli: lento, compassato, nervoso, spesso costretto ad affidarsi a quei lanci lunghi che a Sarri proprio non vanno giù. La Fiorentina, con Badelj nuovamente a disposizione, ha svolto il compito alla perfezione dettando i ritmi della manovra a piacimento e mettendo a nudo i limiti di una difesa che, senza l'eroe dello Stadium, perde gran parte del suo potenziale.
Per 20 minuti il match non ha riservato grosse emozioni, con il Napoli che ha mantenuto le tre punte pur in inferiorità numerica e che tutto sommato non aveva corso pericoli. Almeno fino al 21', quando Simeone ha imitato sè stesso bissando l'azione che aveva portato all'espulsione di Koulibaly. Nella circostanza tutta la difesa azzurra si fa cogliere impreparata, bravissimo il "Cholito" a scattare sul filo del fuorigioco e a far passare il pallone sotto le gambe dell'incolpevole Reina. La fotografia della partita veniva scattata al minuto numero 32, quando Callejon si faceva ammonire per proteste e beccava il rimbrotto pubblico di un Sarri fin troppo consapevole che quello 0-1 in 10 contro 11 avrebbe fatto saltare i nervi ad una squadra che, dopo il blitz di Torino, già pregustava il tricolore sottovalutando, probabilmente, la difficoltà della gara odierna. E così non sorprende che prima del duplice fischio del contestato, ma quasi impeccabile Mazzoleni sia stata la Fiorentina a sfiorare il raddoppio in due circostanze, imbattendosi ancora in un Reina versione saracinesca. Nella ripresa il copione non è cambiato e nemmeno l'ingresso di Milik ha ridato smalto alla manovra lenta e prevedibile di un Napoli decisamente opaco e che nulla poteva contro i giovani terribili Chiesa e Simeone, talenti dell'oggi e del domani che hanno fatto impazzire il Franchi confezionando anche il 2-0: sugli sviluppi di un corner il pallone ha danzato nell'area piccola senza che Tonelli e Albiol riuscissero ad intervenire, per l'ex Genoa è stato un gioco da ragazzi archiviare la pratica e fare un regalo agli "odiati" rivali a tinte bianconere. Il finale è stato ancora più duro da smaltire, con gli "olè" ironici del popolo viola ad ogni passaggio azzeccato e il tris calato ancora da Simone, da 9 in pagella. Cala il sipario, dunque, su una stagione esaltante, ma che sarà ricordata ancora come un'occasione persa. Pesano gli errori di Orsato, pesano situazioni arbitrali obiettivamente discutibili. Ma quando si pareggia con Sassuolo e Chievo e si perdono quasi tutte le gare con le big c'è davvero poco da fare...
Gaetano Ferraiuolo
