Il day after Fiorentina – Napoli è a doppia lettura: si cammina a testa alta nel boulevard dei sogni infranti, sponda partenopea, si cammina a testa alta nel boulevard del sospiro di sollievo tirato in quasi tutto il resto del mondo calcistico e soprattutto di quello strano ogm che è l'opinionismo sportivo.
L'editoriale di Crosetti per Repubblica ne è l'esempio lampante. Crosetti è il miglior giornalista sportivo italiano per penna e testa, senza dubbio, ma si unisce anche lui al sospiro liberatorio di una sindrome di Stoccolma tutta calcistica e tutta italiana.
Il pensiero di molti, in questo campionato che avrebbe potuto avere un esito inatteso, stante la vacatio ormai cronica delle milanesi, è stato “Meglio la Juve, meglio i soliti noti, che i par venue della vittoria. Meglio i cinque minuti di festeggiamenti con il solito post pret a portair #finoallafine, #vincereèlunicacosacheconta piuttosto che un'estate intera a mandolini e triccheballacche e un giorno all'improvviso. Meglio l'abitudine al solito carnefice che l'ignoto”. E dunque, ormai chiara la situazione dopo Milano e Firenze, il sospiro di sollievo è stato tirato, probabilmente, più che dall'intero mondo juventino dagli altri, tifosi, ma soprattutto buona parte dei giornalisti e degli opinionisti sportivi.
Quanto a Crosetti, nel suo editoriale mette in bella, molto in bella un concetto che depurato dai virtuosismi letterari è di una banalità devastante: “La Juve vince perché è più forte, il Napoli perde perché è più debole. La Juve ha più giocatori, il Napoli ne ha di meno. La Juve è cattiva perché abituata a vincere, il Napoli non lo è perché non è abituato”. Insomma sembra la parodia di Leonardo Da Vinci in una nota pubblicità del caffè, quando prefigura a Bonolis e Laurenti l'invenzione della patata lessa.
La scoperta in effetti è di quelle sensazionali: la Juve è forte, Crosetti scomoda la sua penna per riportare questo concetto... in effetti il resto del mondo pensava che o Higuain, o il parcheggiatore 60enne e sovrappeso (sovrappeso ben più dell'argentino, si intende), sarebbero stati parimenti micidiali con la maglietta della Juve addosso, che sarebbe bastato mettere l'ala quarantenne dell'FC Casteldisopra, militante in Terza Categoria, al posto di Cuadrado e sarebbe diventato parimenti devastante.
Che la Juve è forte, a prescindere dalla magistrale penna di Crosetti, lo dice pure il più irragionevole degli antijuventini. Si parla di una società che riesce a vincere da 6 anni, con due finali di Champions, più coppe Italia e supercoppe a collage, che riesce a vendere Pirlo, Pogba, Vidal, Llorente, Morata, Tevez, Bonucci, Dani Alves e chi più ne ha più ne metta e sostituirli con Pjanic, Mandzukic, Higuain, Khedira, Douglas Costa, Matuidi ecc ecc. Si parla di una società che reduce da sei scudetti cosecutivi spende 200 milioni per puntellare la squadra già pluricampione d'Italia e vicecampione d'Europa...contrapponendoli ai 18 milioni spesi per un calciatore mai sceso in campo ed un altro sceso in campo per necessità (Ounas e Mario Rui) di chi fino a due giorni fa le contendeva il campionato.
Dopo la sensazionale scoperta che la Juve, insomma, non è il dopolavoro ferroviario, Crosetti aggiunge che proprio in base a tal motivo gli aiuti degli arbitri sono ininfluenti: quando lo scrive si sente ancora il rumore del sospiro di sollievo di cui sopra in fase espiratoria, olte allo stridio delle unghie sulla superficie dello specchio.
Dispiace contraddire le belle parole di Crosetti, proprio per la loro grazia: la Juve vince perché è forte, non c'è dubbio alcuno, e perché gode di una benevolenza quasi sfacciata quando le forze, può accadere, vengono meno, vengono dosate male o non sono sufficienti.
La Juve vince perché asfalta gli avversari contrapponendo Higuain a Lemos o a Caracciolo, Cuadrado a Santon o Masina, Pjanic a Stefano Sensi o Fofana...e perché quando il Cagliari decide di far vedere quanto sia terra aspra e sprucida la Sardegna, un arbitro indossa la benda di uno dei quattro mori o tutte e quattro assieme non vedendo l'accomodazione di mano di Bernardeschi nella sua area.
La Juve vince per un cinismo senza pari e perché alla Fiorentina viene revocato un rigore sullo 0 – 0 per un motivo che ancora non si riesce a capire, tant'è che Dan Brown ci sta scrivendo un nuovo romanzo.
La Juve vince perché ha una difesa quasi impenetrabile e perché Benatia può arrampicarsi sugli avversari in Italia come non può fare in Europa.
La Juve vince perché ha mentalità vincente e perché a un indomito Benevento vengono fischiati due rigori contro dubbi e non ne viene fischiato uno solare a favore. La Juve vince perché Pijanic è capace di far gol e farne fare da posizioni impossibili e perché gode dell'immunità diplomatica che gli impedisce di essere espulso contro l'Inter, diversamente dai giocatori del Chievo che contro la Juve vengono espulsi anche se guardano storto gli avversari.
Poniamo il caso si parli d'altro: della miglior officina meccanica della città, magari per stanchezza, per nervosismo si sbagliano degli interventi sulle auto dei clienti, che decidono a quel punto di portare le auto altrove... con la Polizia Municipale che blocca tutte le strade che portano alle altre officine. Quella resterà la miglior officina per capacità... ma anche per altro.
Ecco, ci sarebbe da scriverla tutta la verità, senza dover per forza genuflettersi o odiare a prescindere, ma evidentemente è impossibile, soprattutto mentre si tira un sospiro di sollievo.
E in ogni caso, banalità a parte, l'articolo di Crosetti è molto, molto bello.
Cristiano Vella
