Sarà una congiunzione astrale particolare: il 5 maggio nel corso della storia è stato sempre un giorno foriero di eventi felici o nefasti, ma importanti. Nasce Marx, muore Napoleone, disastri aerei, incoronazioni, campi di concentramento liberati, l'Inter che regala uno scudetto alla Juve, De Laurentiis che con interviste e interventi provoca cataclismi e la Juve che beneficia di errori del Var (sebbene per gli ultimi due casi il 5 maggio sia una data tra tante).
Provocherà forse qualche sdegno tra i cultori della materia l'accostamento di uno che parlava di liberazione e rivoluzione del proletariato con le nuove tecnologie messe a disposizione del giovamento dei padroni, ma tant'è.
Partiamo proprio dal Var: ennesimi equivoci, nella serata di ieri, con l'utilizzo del mezzo che avrebbe dovuto risolvere gli equivoci. De Laurentiis nella sua prolissa intervista parlava proprio della nuova tecnologia chiedendo che sia tolta di mano agli arbitri e utilizzata da tecnici esperti. Probabile che questa sia tra le poche cose buone dette in quell'intervista, nella misura in cui il numero uno azzurro per tecnici esperti intendesse chi ogni giorno visiona immagini e le analizza per venire a capo di misfatti e misteri altrimenti impuniti: la sala operativa della Questura.
Sarebbe opportuno infatti anche tornare ad una denominazione più consona e più italica: da "video assistant refree" a un più autorevole e più adatto al caso “videosorveglianza”.
Tralasciando tentativi disperati e destinati al fallimento da parte di calciatori juventini di provare l'ebbrezza di giocare in 10, tentativi che vanno evidentemente contra legem come spiegano benissimo Orsato e Irrati nelle lectio magistralis degli ultimi giorni (bisognerebbe però capire come si risolve il contrasto di queste leggi con l'ordinamento comunitario, che effettivamente dice il contrario, e si sa che in base al principio di preferenza la legge comunitaria prevale su quella degli stati membri) è opportuno analizzare anche le altre dichiarazioni del numero uno azzurro.
Sembra proprio che a Sarri non abbia fatto granché piacere essere additato come responsabile del mancato scudetto, sembra proprio che Sarri abbia visto come poco carino vedere il lavoro fatto per far crescere del 500, 600 o 1000 per cento i cartellini di giocatori come Koulibaly, Jorginho, Insigne, Mertens, Goulham, e di cui beneficierà ovviamente Adl, come fuffa; sembra proprio che il mister toscano non abbia gradito, così come non le gradì nel post Real, le dichiarazioni del patron mentre ci sono ancora tre gare, discretamente importanti, da giocare.
Risultato? Potrebbe dimettersi, e in questo caso non sarebbe come quando lo fece Marino, come quando andò via Mazzarri, come quando Rafa Benitez volò a Madrid o come quando quel calciatore lì decise di andare a perdere le finali altrove. No, già sul web girano i sondaggi del “con chi state” e sono plebiscitari nei confronti del mister toscano, amatissimo non solo per il gioco che ha regalato alla squadra, ma proprio per la sua dignità integerrima, a volte irragionevole e sprucida, ma mai in vendita.
Potrebbe essere molto doloroso se il mister decidesse di prestare orecchio alle dichiarazioni incaute del presidente: una sorta di grande scisma, con Sarri a vestire i panni del Patriarca di Costantinopoli...e Adl quelli del Papa.
Cristiano Vella
