Ancelotti o Giampaolo? Il solito gioco delle suggestioni

Oggi circola il nome di Carletto...che difficilmente accetterebbe Napoli

Napoli.  

E' il momento delle suggestioni: a questo punto della stagione sono consentite. E mentre si incontrano il probabile passato con il probabile futuro del Napoli, in un ricambio che di suggestivo ha poco e sa di provincia operaia (che resta tanta roba), si prova a mettere il sale e lasciarsi andare a pensieri metropolitani.
Sarri incontra Giampaolo: possibile, probabile, che tra tre partite Giampaolo sieda sulla panchina azzurra, lasciata libera da Sarri. E' l'evoluzione più naturale in caso di addio di Sarri: Giampaolo è un teorico con tratti di genialità, che ha avuto una carriera quasi simile a quella di Sarri, tanta gavetta, ma con una partenza molto diversa.
Il tecnico doriano era considerato un genietto a inizio carriera: partì da Ascoli nel favore della critica provando a far giocare a pallone la sua squadra in tempi in cui il mantra era il 4-4-2 con due mediani tutti muscoli e poche iniziative, gli andò bene e salì di livello, approdando a Cagliari. Da lì iniziò la parabola discendente: giudicato quasi un eretico per il voler far prevalere le idee, il gioco, alle mazzate e al contropiede, fu bruciato sul classico rogo mediatico italiano che ormai da genio lo considerava più che altro un visionario...roba più da commento tecnico in tv che da panchina. Ripartì dal basso, dalla B e dalla C, con Brescia e Cremonese. Dimostrò che a fare l'allenatore era più bravo di tanti altri e sostituì proprio Sarri a Empoli, migliorando la posizione raggiunta dal toscano, classificandosi decimo, valorizzando calciatori come Laurini, Rade Krunic protagonista dell'ultima promozione toscana, Skorupski, Paredes e Zielinski. Da lì finì alla Sampdoria di Ferrero, facendo due anni a ottimi livelli e soprattutto valorizzando calciatori sconosciuti e accrescendo di molto il valore della rosa di Ferrero, da Schick a Praet, da Torreira a Linetty, da Skriniar a Bereszynski.
Il gioco è molto simile: un 4-3-3 con un regista metodista, Jorginho da un lato, Torreira dall'altro, ali veloci e spumeggianti, terzini che avviano l'azione, non a caso, partissero Jorginho e Hisay, i sostituti naturali sarebbero proprio Torreira e Bereszynski.
In più, Giampaolo è un aziendalista, che non chiederebbe la luna, non potrebbe far più di tanto chiasso di fronte a cessioni eccellenti e sarebbe alla prima, grande occasione di allenare una squadra in Champions e, possibilmente, pronta a giocarsela anche per il campionato.

Insomma, uno che a De Laurentiis piacerebbe eccome.
E poi ci sono le suggestioni, il Corriere oggi annuncia che Adl farebbe sul serio per Carletto Ancelotti, nel caso in cui partisse Sarri: un nome, quello di Carletto, che naturalmente fa sognare i tifosi... 11 titoli nazionali e soprattutto 9 internazionali tra cui la bellezza di tre Champions, parlano chiaro.
Difficile naturalmente andare oltre a una suggestione: guadagna tanto, pretende garanzie, non è nelle condizioni di accettare scommesse...e in più ha davanti agli occhi 14 anni di gestione De Laurentiis, i mercati fatti (eufemismo), la tendenza a lavare i panni sporchi in mondovisione, la scarsa disponibilità a sopportare chi è o diventa molto seguito o apprezzato nella piazza. Insomma, per Ancelotti, sarebbe firmare un assegno a vuoto.
Ma è il momento delle suggestioni

Cristiano Vella