Ottantotto punti, nuovo record nella storia del Napoli, potrebbe anche migliorare. Ventisette vittorie in campionato, nuovo record nella storia del Napoli, potrebbe anche migliorare. Solo tre sconfitte subite, probabile nuovo record nella storia del Napoli. Con ottantotto punti, possibili ottantanove eventuali novantuno, mai è capitato che non si vincesse lo scudetto in Italia, fino ad ora. Il Napoli è la migliore seconda della storia del campionato italiano, ma i fatti dicono che lo sarebbe stata, migliore seconda, pure se ne avesse fatti 100 di punti. Migliore seconda nell'anno del Var, che ieri, con un gol annullato a Mertens per ignoti motivi dimostrando in generale che puoi metterci anche Deep Blue (il computer che sconfisse Kasparov a scacchi) a provare di far chiarezza: conterà sempre l'interpretazione umana, errori compresi.
Ed è il terzo record consecutivo di Sarri: ne fece 84 il primo anno, superando di 6 punti i record messi da Benitez e Mazzarri, 86 al secondo anno, superando se stesso, dagli 88 ai 91 in questa stagione, probabilmente fissando lì l'asticella e lasciando ad altri da se stesso il compito di saltare più in alto, riuscendoci, fatto non scontato.
Da alcuni messaggi trapela infatti che la storia sia quasi chiusa: “Il livello d'amore per questa città può solo peggiorare”, ha dichiarato ieri il tecnico toscano. Tradotto “Ho fatto il massimo, ho ricevuto il massimo, non stando nelle condizioni di poter fare di più io potrei disamorarmi, la piazza lo stesso”. “Non sarebbe giusto vietare ai calciatori di andare nei top club” ha aggiunto. Tradotto “Qualcuno dei big andrà via e non si può impedire. Non c'è possibilità o volontà di trattenerli”. Infine la benedizione a Giampaolo suo probabile successore.
Ha tutta l'aria di un addio, ed è pure giusto che sia così. Che arrivi dopo tre record di punti consecutivi, dopo aver messo insieme i tifosi, quasi tutti, sull'idea di bellezza che resterà nel tempo, tipo quando a noi che oggi abbiamo trenta o quarant'anni raccontavano del Napoli olandese di Vinicio (piccolo particolare per i #vincereèlunicacosacheconta, pure quello non vinse niente, e viene ancora ricordato).
Arriva dopo l'ennesima dimostrazione di bellezza e gioco: a Genova, di fronte all'idiozia multilivello di quattro decerebrati che emuli entusiasti di altri gran visir dell'acefalia metton insieme qualche coretto per vedere l'effetto che fa.
Fosse entrato quel tiro di Insigne, dopo triangolazione in venti centimetri con Mertens, sarebbe stata la cartolina appesa al frigo vita natural durante del Sarrismo, ma in generale va bene così.
Crisvel
