A sorpresa potrebbe essere Hamsik, l'uomo dei record, il capitano, il primo a lasciare Napoli e a sancire inesorabilmente la fine di un ciclo azzurro. Nell'aria già da giorni voci di offerte faraoniche dalla Cina: stipendi annuali che il pur ben pagato Hamsik impiegherebbe 3 anni a guadagnare a Napoli. Difficile, si è pensato tra i tifosi azzurri, che il capitano, l'uomo delle 500 presenze e dei 120 gol in azzurro, recordman in ogni competizione e campo, si lasci tentare a 31 anni, dopo 11 stagioni in azzurro, da un campionato non competitivo per quanto remunerativo. Il capitano ha qui un pezzo di cuore, il suo soprannome è Marekiaro, ha rifiutato il Milan, l'Inter, la Juventus per rimanere in azzurro. E invece no, come confessa il padre al giornale slovacco Pravda: sarebbe stato proprio il capitano a chiedere la cessione al presidente proprio in virtù delle offerte arrivate dalla Cina, da tre club diversi, ora la palla passa al suo agente Venglos, che dovrà presentare le offerte a De Laurentiis, tenendo conto che il capitano ha altri tre anni di contratto col Napoli.
Innegabile che sia un colpo al cuore per ogni tifoso azzurro. Più di una eventuale cessione di Koulibaly, effettivamente insostituibile considerando che oggi trovare un difensore mediamente forte significherebbe pagarlo 10 volte il suo valore reale, o di Mertens il più napoletano tra i non napoletani. Hamsik sarebbe ampiamente sostituibile per quanto attiene alle cose del campo: ha perso, negli anni, la verve giovanile degli inserimenti velocissimi su cui era imprendibile, e mai, a differenza dello stesso Mertens ad esempio, si è plasmato sullo stile napoletano acquisendo quella cazzimma che in campo serve eccome, e che purtroppo non ha mai mostrato, restando lo stesso ragazzo per bene che calava il capo quando Gattuso gli urlava addosso. Insostituibile però nell'ordine di idee che lui, sostanzialmente, è il nuovo Napoli: è partito giocando con Grava e Montervino, è restato quando sono andati via Lavezzi, Cavani, Higuain, ha resistito quando Benitez lo faceva giocare in un ruolo non suo, ha alzato i pochi trofei vinti dal Napoli in questi anni. C'era nelle più belle vittorie, come le due di Torino, c'è stato nelle peggiori sconfitte: un pezzo di Napoli e del Napoli da cui sarebbe dolorosissimo separarsi.
E allora si spera in una traduzione errata, visto che lo slovacco è lingua ostica, o di una momentanea tentazione di chi con tre figli pensa lecitamente che due o tre anni a 10 – 12 milioni di euro netti l'anno metteranno praticamente a posto il futuro di prole e probabilmente nipotanza varia. Si spera che Marek non dica seriamente, e se è serio che ci ripensi, troppo doloroso immaginare un Napoli senza di lui.
di Cristiano Vella
