Napoli: hai un Barolo (Albiol) e vuoi un Chianti (David Luiz)?

Entra nel vivo il mercato del Napoli: sulle orme del sopravvalutato David Luiz

Napoli.  

Con Ancelotti in panchina il mercato del Napoli, almeno quello parlato, ha avuto un cambio di passo importante. Sembra quasi il passaggio dal camminare in centro con una utilitaria a quando compri una Maserati: nel primo caso non ti guardano manco le segretarie con gli occhiali che tanto alla fine si fanno sposare dagli avvocati e se le guardi tu è probabile che il marito o futuro marito avvocato lo chiamano, nel secondo iniziano ad arrivare sorrisoni e ammiccamenti anche da materiale ultraterreno stile angeli di Victoria's Secret.


Passare da Verdi che si tira la calza con a curriculum quattro presenze a Carpi agli ammiccamenti di Vidal, Di Maria e Benzema che per scrivere il curriculum hanno dovuto dovuto disboscare l'Amazzonia e affidarli ad abili ghostwriter, assicurandosi che non abbiano lavorato né per il futuro premier Conte, né per la ministra Fedeli, né per Oscar Giannino, è sicuramente un cambio di passo netto.
Certo, qualche dubbio sull'eventuale arrivo di gente come Benezema o Vidal, che insieme fanno 16 milioni di euro di ingaggi netti, 30 lordi, ovvero quanto prendono tutti assieme Hamsik, Insigne, Mertens, Albiol, Jorginho e Koulibaly, lascia un po' dubbiosi sul buon esito della trattativa, ma difficilmente Ancelotti ha accettato di sedere in panchina con la prospettiva di allenare nuovi acquisti del calibro di Ciceretti e Inglese, quindi nessun limite alla provvidenza.


Se dovessero arrivare tutti, Vidal, Di Maria, Benzema, sarebbe una parata di stelle che a Napoli, effettivamente, non si è mai vista manco nella più bella delle notti di San Lorenzo sul golfo.
L'importante sarà non commettere errori grossolani: si parla ad esempio di David Luiz in arrivo dal Chelsea in cambio di Sarri... sarebbe un grosso errore.
Il brasiliano, da sempre il difensore più sopravvalutato del mondo, non aggiungerebbe nulla a una difesa in cui ci sono Albiol e Koulibaly, se non allegria nello spogliatoio di fronte a qualche birra di troppo.


Tanto più che il ruolo di David Luiz, coordinatore della difesa e non stopper, più centrocampista che difensore, in pratica lo stesso ruolo di Albiol, con una differenza tra lo spagnolo e il brasiliano che è pari a quella tra un Chianti a buon mercato che si trova al supermarket e un Barolo riserva.
D'altronde in molti avranno ancora negli occhi quel che combinò Suarez contro il brasiliano in un match di Champions, segnando un paio di volte dopo avergli fatto passare la palla tra le gambe, il 7 a 1 beccato ai mondiali contro la Germania in una semifinale, Lavezzi e Cavani che in un ottavo di finale al San Paolo gli scappavano da tutte le parti.
Insomma, ben vengano i bei nomi che Carletto e il suo sopracciglio attraggono come fossero di zucchero, ma l'ottimo David lasciamolo alle belle interviste “borracho” in cui sfotte Arrigo Sacchi.

                                                                                                                                                                                                    Cristiano Vella