Napoli: si tirano giù le statue dalle piazze azzurre

Solo Koulibaly insostituibile, Hamsik e Jorginho, emblemi del sarrismo, possono partire

Napoli.  

Nessuno è insostituibile, a meno di avere in curriculum ascensioni verticale a 2 metri e mezzo e tackle inumani contro avversari gettonati. Questo in sintesi il pensiero di Ancelotti in vista della costruzione del nuovo Napoli, quello della perestrojka post sarrista.
Per il buon Carletto anche i generali storici dell'armata azzurra e i membri più in alto del Soviet supremo possono essere sacrificati sull'altare della ricostruzione: per pochi il mister ha posto il veto a una eventuale cessione.


Su tutti Koulibaly: che se da un lato costituirebbe la voce maggiormente remunerativa in caso di cessione, dall'altro è un pezzo talmente raro che per quanto cederlo voglia dire vedersi ricoperti d'oro sarebbe impossibile trovare un pari livello o qualcuno che in potenza potrebbe imitarne le gesta.


Discorso diverso per Hamsik e Jorginho ad esempio. Il Napoli ha in cassa circa 100 milioni, potrebbe guadagnarne altrettanti da qualche cessione illustre e rimpinguare così il budget in maniera significativa non solo per i nuovi acquisti chiesti da Ancelotti, ma anche e soprattutto per gli ingaggi che si alzerebbero parecchio se arrivassero i top player chiesti dal nuovo mister.
E dunque, quelli che potrebbero andare a finanziare il nuovo corso sarebbero proprio Hamsik e Jorginho.


Il primo a sorpresa: nessuno si sarebbe mai aspettato un Napoli senza lo slovacco, dopo undici anni in azzurro ed aver guadagnato ormai i galloni della napoletanità, dopo che in ogni statistica riguardante la storia azzurra al primo posto, o al secondo in pochissimi campi, c'è sempre e inesorabilmente il suo nome.
Potrebbe sbarcare in Cina il capitano, ricoperto da tanto oro che gli consentirebbe di mettere al sicuro un paio di generazioni familiari e forse anche il bilancio di qualche stato, e tentato da una nuova avventura dopo aver sfiorato più volte le vittorie importanti ma non esserci mai riuscito. Ancelotti lo ha chiamato per sondare le sue intenzioni: se vorrà partire non lo tratterrà, lo slovacco è ritenuto tra i sostituibili.


Discorso simile per Jorginho: Sarri avrebbe preferito iscriversi alla Democrazia Cristiana piuttosto che veder ceduto l'italo – brasiliano, imprescindibile nel suo 4-3-3, Ancelotti nella sua storia non ha mai prediletto il metodista, ma un uomo davanti alla difesa abile a ripartire velocemente e pronto a partecipare in particolare alla fase offensiva. Tradotto: con Diawara in panca, il mister è pronto, magari facendosi affiancare da Pirlo e Xabi Alonso, a fare anche lezioni serali al Guineano che ha tutte le caratteristiche per interpretare al meglio quel ruolo nel suo modulo.


Due cessioni che frutterebbero al Napoli una ottantina di milioni in primis, e magari anche perdere una sacralità di un passato e di dogmi che giustamente sono ancora fortissimi e al centro dell'idolatria estrema di cui sono capaci i napoletani, ma che in maniera evidente vogliono essere messi da parte. E' il momento in cui le statue nelle piazze azzurre vengono tirare giù. 

Cristiano Vella