Tre medaglie di bronzo è questo il bottino della spedizione campana ai giochi olimpici di Rio de Janeiro. Cinque atleti sul podio: quattro canottieri e un pallanuotista. Dal canottaggio le note liete con Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo sul podio nel 2 senza, e Giuseppe Vicino e Matteo Castaldo terzi nel quattro. Segno evidente che il movimento campano è leader in Italia e può lavorare per tornare ai fasti di un tempo quando con i fratelli Abagnale e i loro eredi le soddisfazioni sono state tante. Di bronzo anche il Settebello di cui fa parte il difensore della Canottieri Napoli Alessandro Velotto. 22 anni appena e un podio olimpico che fa ben sperare anche in ottica futura. Deludente invece la spedizione del pugilato: zero medaglie e tanti rimpianti. Clemente Russo e Irma Testa sono stati eliminati ai quarti di finale da chi poi è salito sul gradino più alto del podio. Ma se per tatanka l'età è una spada di Damocle, per la diciottenne di Torre Annunziata è stata comunque una gran bella esperienza in ottica Tokio 2020. Sfortunato invece Vincenzo Mangiacapre, out per infortunio, mentre è uscito a testa altissima l'irpino Carmine Tommasone. Sono arrivate anche due medaglie di legno, entrambe con atlete salernitane: Claudia Mandia nella prova a squadre del tiro con l'arco e Rossella Gregorio con il team di sciabola. Impalpabili molto altri atleti che a Rio erano in viaggio premio e ora dovranno rimboccarsi le maniche in vista della prossima stagione quando bisognerà andare a caccia del riscatto.
Olimpiadi. Per la Campania solo tre medaglie di bronzo
Si poteva fare di più: promossi i canottieri, rimandati i pugili
Napoli.
