Cuadrado sì, Pjianic no: la memoria a corrente alternata di Marotta

Il rigore su Bisseck va bene, quello negato a Simeone no. E quando toglieva Politano dal Mercato...

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Napoli.  

Dicono che la memoria sia un muscolo, ma a guardare certi protagonisti del nostro calcio sembra più un telecomando col tasto "Delete" incorporato. Prendete Giuseppe Marotta: un uomo, un’istituzione, un archivio vivente... o forse no. Perché la memoria, caro Beppe, è un pessimo affare. È una compagna infedele che ti sussurra all'orecchio solo i capitoli che ti fanno fare la figura del martire, strappando con cura le pagine in cui, casualmente, eri tu a tenere in mano la penna (e magari anche il calamaio).

È affascinante come la memoria marottiana si attivi a corrente alternata. Oggi ci si scandalizza giustamente per la trasparenza, ma il nastro dei ricordi si inceppa quando torniamo a quel gennaio del 2018. Il Napoli era pronto a ricoprire d'oro il Sassuolo per Politano. Sembrava un affare fatto, finché non intervenne la provvidenza torinese.

Marotta, che all'epoca era l'amministratore delegato della Juventus (non del Sassuolo, giova ricordarlo), si permise il lusso di togliere di fatto dal mercato un calciatore di un’altra squadra. "Il Sassuolo non ha bisogno di vendere", sentenziò con la sicurezza di chi controlla non solo il proprio giardino, ma tutto il quartiere. E infatti, a fronte di un'offerta enorme del Napoli, per magia il Sassuolo chiuse i battenti. Una lezione di "solidarietà" tra club che oggi, con la maglia nerazzurra addosso, il Direttore sembra aver archiviato in un cestino polveroso. Che brutto affare la memoria: ti fa dimenticare di quando decidevi i destini altrui col telecomando da Torino.

La Vista Aguzza (ma solo a San Siro)

Si parla di Bisseck a Roma, ci si scalda per un fallo laterale invertito, ma poi cala il sipario del silenzio su Simeone contro il Parma. Lì la memoria va in crash. Quel rigore annullato al Napoli in modo incomprensibile? Sparito. Il fallo di mano di Dumfries in Inter-Napoli, talmente evidente che lo hanno visto anche dalla Stazione Spaziale Internazionale? Un glitch della realtà, sicuramente. È il paradosso del "Marottismo": una vista da falco per gli errori subiti oggi e una cataratta improvvisa per i vantaggi accumulati ieri.

Un Diario a Pagine Strappate

Oggi si evoca lo spettro della simulazione di Cuadrado che regalò la Champions alla Juve, quasi a voler espiare i peccati di una vita precedente. Ma nel database di Marotta mancano i file più pesanti, quelli che bruciano ancora:

Dov'è finito il Pjanic di Orsato?
Che fine ha fatto il mani di Bernardeschi a Cagliari o l'intervento di Benatia con la Lazio?
E gli episodi con Chievo e Fiorentina, quando il vento soffiava così forte in una direzione da spettinare anche i più calmi?

Conclusione: La Memoria è un boomerang

La verità è che la memoria è un affare sporco perché non accetta sconti. Ti pone in brutte situazioni perché, a forza di fare la morale oggi, rischi di inciampare nei "metodi" di ieri. Ricordare Di Lorenzo ma scordarsi di quando, da juventino, dettavi legge nel mercato del Sassuolo, è un esercizio di equilibrismo che neanche al Cirque du Soleil riuscirebbe così bene.

Caro Marotta, la memoria non inganna: siamo noi che cerchiamo di addomesticarla. Ma il calcio ha un archivio che non si cancella con una conferenza stampa. Che brutto affare, la coerenza, quando hai troppi trofei (e troppi episodi) nell'armadio.