“Ciao mamma” ha urlato al mondo poco secondi dopo essere entrato nella storia dello sport paralimpico italiano. E’ stato questo il primo pensiero di Vincenzo Boni che nei 50 dorso S3 ha realizzato il sogno di vincere una medaglia. Due anni e mezzo di sacrifici per rincorrere un sogno realizzato in una magica notte brasiliana. Arrivò al Caravaggio Sporting Village per fare un percorso agonistico, ma lì ha trovato prima di tutto una famiglia pronta a dargli la possibilità di realizzare il suo sogno. “Ho salutato a casa –dichiara ridendo ai microfoni Rai Vincenzo Boni- non li sentivo da ieri sera, saluto tutti: dagli amici ai perenti fino ai compagni di squadra. Mi hanno aiutato dopo che ero moralmente a pezzi. Ho sottovalutato l’evento, pensavo fosse una gara come le altre mentre l’Olimpiade si fa sentire mentalmente”. Il terzo posto gli lascia un po’ d’amaro in bocca. L’Ucraino Vynohradets si è confermato troppo forse vincendo col nuovo record europeo (44.94), secondo il cinese Huang (44.94) che Vincenzo pensava di poter battere. “E’ una medaglia sudata –ha sottolineato il campione campano-. E’ arrivata grazie a tutto il lavoro fatto al Caravaggio Sporting Village e colgo l’occasione per ringraziare anche il Corpo Forestale dello stato. Tanti sacrifici sono stati ripagati, adesso sento tanta gioia. Anche se pignolo come sono dico che potevo arrivare secondo, ma va bene così dopo soli due anni di attività. Poi se il CT dice che va bene, mi accontento”. Una risata contagiosa, occhi sognanti e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande.
Paralimpiadi. Boni vince il bronzo e urla di gioia: ciao mamma
Impresa del campione napoletano che nei 50 dorso S3 ha conquistato una splendida medaglia
Napoli.
