Un lungo abbraccio. Uno di quelli intensi che segnano un legame che sarà per sempre indelebile. Perché lo sport è una cosa seria: affascina, aiuta e soprattutto unisce. A ricevere quell’abbraccio è stato Vincenzo Boni subito dopo aver vinto la medaglia di bronzo nei 50 dorso S3 alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Il campione campano ha incontrato la dirigenza del Caravaggio Sporting Village di Napoli. “La mia seconda casa” l’ha definita il campione partenopeo. Un luogo magico dove ha potuto allenare il proprio talento grazie a un progetto serio fatto su misura proprio per lui. In quattro sono partiti dall’Italia per sostenerlo verso il coronamento di un sogno: Rosanna e Valentina Vigorito, Francesco Palmieri e il suo coach Alessio Sigillo, che dopo la gioia per la medaglia di bronzo, al ritorno in Italia dovrà sicuramente pagare qualche scommessa, magari a base di pizze fritte, come ormai accade puntualmente da quando allena il campione campano. Da Napoli a Rio de Janeiro il viaggio è stato lungo due anni e mezzo. Quando Vincenzo Boni arrivò al Caravaggio Sporting Village con l’intenzione di fare agonismo qualcosa è cambiato. La forza d’animo, gli occhi sognanti e anche il suo essere pignolo ha conquistato tutti. Le prime gare sono state il viatico per convincere la dirigenza a creare uno staff di alto livello intorno a quel ragazzo con la testa da campione. Uno staff che ha lavorato tanto e sodo conquistando il pass olimpico. E’ nata allora l’idea di seguire Vincenzo a Rio per un viaggio che resterà indimenticabile nella città del carnevale.
Paralimpiadi. Per Boni un bronzo e l'abbraccio del Caravaggio
Lo staff della struttura partenopea ha seguito il suo campione alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro
Napoli.
