IL PIZZONE di Gerardo Casucci: El Che Conte

Resta il fatto che l'uomo Conte assume sempre più i panni di un rivoluzionario

il pizzone di gerardo casucci el che conte
Napoli.  

"Non è facile affrontare un periodo così intenso con pochi calciatori. Si sta andando verso la rovina del calcio. Il dio denaro è all'apice di tutto. Mi prenderò tutte le critiche, che prendo lo stipendio, ma sono cazzate. E' uno sport che faccio per passione, non ho bisogno di soldi. Dico queste cose che si va sempre di più verso lo spettacolo, di andare all'estero, in Australia. Abbiamo fatto tre partite nel giro di 5 giorni" - così ha parlato Antonio Conte nei minuti che sono seguiti alla partita giocata e vinta al Maradona contro la Fiorentina, neanche 72 ore dopo quella decisiva (e persa) contro il Chelsea nello stesso luogo, e che aveva visto (ahimè) maldestramente e gravemente infortunarsi il capitano e simbolo della sua squadra, Giovanni Di Lorenzo.

Certo la rabbia ha preso il sopravvento, certo le colpe non sono solo del "sistema" (qualcuno una volta e per tutte dovrebbe chiedergli conto della "disastrosa" campagna acquisti estiva da lui avallata, se non suggerita), certo è più facile spostare l'attenzione sugli "altri" piuttosto che sui suoi giocatori e, soprattutto, su sé stesso, certo (infine) è nobile ma non veritiero accreditarsi come un principe dalle immense ricchezze personali - ma di quale misterioso reame? - e dai nobili ideali.

Resta il fatto che l'uomo Conte assume sempre più i panni di un rivoluzionario, di quello che passando per una esperienza agiata e privilegiata stia infine vestendo la divisa del guerrigliero senza patria, a difesa solo della giustizia e della verità.

Leggiamo insieme quello che aveva dichiarato poco prima nei corridoi degli spogliatoi davanti alle telecamere delle pay TV nazionali: "Ritorniamo sempre allo stesso discorso, di mettere partite su partite su partite. I giocatori che devono riposare continuano a giocare. Questo tipo di infortunio, il crociato, è traumatico. Ma giocare così tante partite ammazza solo questi ragazzi. O si cambiano le regole anche con i vivai o per fare 60/70 partite l'anno le rose devono essere allargate. Non va bene. Quest'anno tutto possiamo dire tranne che ci stiamo lamentando. Qua ci sono infortuni gravi su cui fai fatica a mettere una pezza. Oggi abbiamo perso un pezzo da 90 che le ha giocate tutte. Mi dispiace anche che l'Associazione Italiana Calciatori si giri dall'altra parte su questo tema".

Per concludere: "Se il Napoli iniziasse il campionato con questa rosa dove la collochereste?". Nato a Lecce e diventato guerrigliero a Napoli, come uno che da Rosario divenne rivoluzionario a L'Avana. Prima o poi - vedrete - lo chiameremo El Che Conte.