Carratelli a Ottochannel: "Finestra di mercato? Un abbaino più che altro"

"Tra infortuni e problemi siamo terzi in classifica: c'è poco da criticare"

carratelli a ottochannel finestra di mercato un abbaino piu che altro
Napoli.  

“Un abbaino, più che una finestra di mercato” così Mimmo Carratelli definisce la sessione di mercato del Napoli. Una sessione di mercato povera che porta via tanti uomoni, da Lucca e Lang su tutti e poi Marianucci e Ambrosino e tre acquisti, due che si vorrebbero utili da subito, Giovane e Alisson Santos e uno in prospettiva, il giovanissimo Milton Pereyra dal Boca Juniors che si dovrebbe unire alla squadra Primavera di Rocco. Si fa quel che si può insomma, considerato il blocco del mercato imposto agli azzurri, quello che ha reso, da battuta di Carratelli, la finestra un abbaino: “Abbiamo preso un po' di ragazzini nuovi grazie alle cessioni, anche se c'è la polemica sugli addii di Lucca e Lang: ma se non li avessimo dati via non avremmo potuto prendere Alisson e Giovane. Ma a Napoli questo tipo di critica c'è sempre, dai tempi di Monzeglio che chiamava noi giornalisti “i dottorini” si critica tutto ciò che funziona”.
 

E per Carratelli fondamentale sarà il recupero degli infortunati, al netto di un asterisco: “Sì ma è il recupero di atleti di oltre trent'anni e dunque non è un problema solo di quest'anno. Io credo che quest'anno il Napoli si qualificherà alla Champions, che è fondamentale per portare quattrini, specie in considerazione del fatto che De Laurentiis ha speso trecento milioni di euro in due anni, sebbene in parte ne sia rientrato. La Champions anche per dare soddisfazione ai tifosi è un obiettivo da conquistare”.

 

E in merito alla stagione Mimmo Carratelli elogia in toto il lavoro messo in campo: “Nonostante i tantissimi infortuni siamo terzi in classifica: di cosa vogliamo parlare? Cosa c'è da criticare? Conte che sbaglia le formazioni? Potremmo dirlo se come prima ci facessero frequentare spogliatoi e campi di allenamento, ma oggi non ci fanno assistere a nulla, e come si fa allora a dire cosa sia sbagliato e cosa no? Possiamo farlo in base alle sensazioni ma senza nessun elemento per giudicare”.