De Bruyne prende il posto di Vergara: fa un certo effetto scriverlo

L'ennesimo infortunio ribalta ancora gli schemi nel Napoli, stavolta con poetica distorsione

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Napoli.  

C’è una strana e quasi poetica distorsione nel destino del Napoli di quest’anno, un’ironia sottile che sembra scritta da un commediografo più che da un cronista sportivo. Fa un certo effetto, e bisogna scriverlo con la punta della penna per non spezzare l'incantesimo, dover dire che il posto di Antonio Vergara sarà preso, con ogni probabilità, da Kevin De Bruyne.

L’ascesa dell’imprevisto

All'alba di questa stagione, le gerarchie non erano solo scritte, erano scolpite nel marmo. Da una parte il "fuoriclasse assoluto", l'uomo capace di piegare la geometria del campo ai propri desideri, conosciuto urbi et orbi come l’architetto del calcio moderno, disegnatore della bellezza del City di Guardiola. Dall'altra, se si può dire,  un ragazzo di 23 anni con zero presenze in Serie A, rimasto alla corte di Antonio Conte quasi per un gioco di incastri e circostanze, un comprimario silenzioso in una rosa di stelle.

Poi, l'imponderabile. Un'autentica ecatombe di infortuni ha falciato il centrocampo azzurro, trasformando l'emergenza in opportunità. De Bruyne si è fatto male, seguito da tanti altri. In quel vuoto si è infilato Vergara, facendosi trovare pronto con la sfacciataggine di chi non ha nulla da perdere e tutto da dimostrare. Il ragazzo che non doveva esserci è diventato, domenica dopo domenica, una certezza su cui poggiare le speranze di una piazza esigente.

L'improbabile ribaltamento

Oggi la situazione si è paradossalmente ribaltata. Proprio mentre Vergara è costretto a fermarsi per una lesione alla fascia plantare — l'ennesimo tributo pagato a una stagione maledetta sul piano fisico — il Napoli ritrova il suo pezzo pregiato. De Bruyne rientra e, per logica di campo, si riprende quella maglia.

Ma è proprio qui che il concetto (st)ride, regalandoci una vertigine: dire che "De Bruyne prenderà il posto di Vergara" richiede una cautela quasi reverenziale. Non per sminuire il valore del belga, ci mancherebbe,  che resta un monarca del rettangolo verde, ma per il peso specifico che quel ragazzo di 23 anni ha saputo dare alla sua assenza.

Nessuna sentenza, sarebbe stupido darne, se non per dar merito al ragazzo napoletano di aver saputo stare dov'è. Quanto a Kevin... De Bruyne torna a prendersi Napoli, ma lo fa ereditando l'eredità, seppur breve e fulminea, di un ragazzo che ha dimostrato che, a volte, il destino sa essere un eccellente scopritore di talenti.