Falso in bilancio, processo Adl può tornare al gup. Cosa rischia il Napoli?

L'avvocato del club ha eccepito la nullità del decreto dello scorso novembre

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Napoli.  

Mentre sul campo il Napoli di Antonio Conte cerca di blindare un secondo posto che sa di pragmatica solidità, nelle aule di tribunale la partita si fa improvvisamente più complessa e, paradossalmente, più lenta. Il procedimento per falso in bilancio che vede coinvolti il presidente Aurelio De Laurentiis, il braccio destro Andrea Chiavelli e la stessa società azzurra, ha subito una brusca frenata durante la prima udienza davanti alla nona sezione collegiale del Tribunale di Roma.

Il "corto circuito" procedurale

Il cuore della giornata non è stato il merito delle accuse (le contestate plusvalenze fittizie), ma una questione tecnica sollevata dalla difesa. L’avvocato del club, Lorenzo Contrada, ha eccepito la "nullità assoluta" del decreto che ha disposto il giudizio lo scorso 20 novembre. Il motivo? Una mancata notifica che, se confermata, renderebbe nulli tutti gli atti successivi.

Il pubblico ministero, Lorenzo Del Giudice, ha riconosciuto la fondatezza dell'eccezione. Ora la palla passa al tribunale, che si è riservato di decidere il prossimo 20 maggio: il rischio concreto è che il processo torni indietro fino all'udienza preliminare, azzerando quanto fatto finora per ricominciare davanti a un nuovo GUP (Giudice dell'Udienza Preliminare).

Da Manolas a Osimhen: i numeri nel mirino

Al centro dell’inchiesta ci sono le operazioni di mercato relative al triennio 2019-2021. Due in particolare i nomi che pesano:

Kostas Manolas: l'acquisto dalla Roma nell'estate 2019.

Victor Osimhen: la complessa operazione del 2020 con il Lille, che portò il nigeriano all'ombra del Vesuvio in cambio di un robusto conguaglio economico e dei cartellini di quattro giocatori (il portiere Karnezis e tre giovani della Primavera), valutati complessivamente circa 20 milioni di euro.

Secondo la Procura di Roma, queste valutazioni sarebbero state gonfiate per permettere al club di far quadrare i bilanci in anni segnati dalle pesanti perdite dovute alla pandemia.

Una sfilata di testi eccellenti

Se il procedimento dovesse proseguire nel merito, l'aula di tribunale promette di trasformarsi in un palcoscenico calcistico di altissimo livello. Nelle liste dei testimoni sono già stati inseriti nomi che hanno segnato la storia recente del Napoli: dallo stesso Victor Osimhen all'ex direttore sportivo Cristiano Giuntoli, architetto dello Scudetto e poi passato alla Juventus, fino ai giovani calciatori inseriti nell'affare col Lille.

Cosa rischia il Napoli?

Il rischio sportivo sembra al momento scongiurato (la giustizia sportiva si è già espressa sul tema con proscioglimenti, a meno di nuovi elementi simili a quelli del caso Juventus)