IL PIZZONE di Gerardo Casucci: La prova (quasi certa) dei fatti

Sembra che non si possa parlare male del tecnico livornese ma intanto...

il pizzone di gerardo casucci la prova quasi certa dei fatti
Napoli.  

Ho trovato chi parla di Massimiliano Allegri peggio di me: è il giornalista, ex Sky Sport, Riccardo Trevisani. Queste le sue ultime dichiarazioni. "Allegri? Anche i presidenti eccezionali come De Laurentiis possono sbagliare. Cosa mi aspetto? Conte ha fatto primo e secondo, tutti hanno detto che migliorò la Juve di Conte e quindi sotto il primo posto è fallimento per loro… Non lo so, leggo che giocheranno 4-2-3-1, un calcio pirotecnico con tanti attaccanti e qualità, ma io credo giocherà un 3-5-2 con un calcio rivoltante come ha sempre fatto. I tifosi del Napoli hanno vissuto un'era con Mazzarri, che era divertente e faceva tre gol a tutte le big, poi Benitez, la crescita, Sarri meraviglioso e Spalletti che ha pure vinto spaccando tutto. Gli ultimi due anni non sono stati divertenti ma hanno vinto, ora si accetta la noia, ma deve vincere. Non c'è altro discorso.

A Milano c'erano le truppe cammellate per dire: ha fatto quarto, va bene, ma non l'ha fatto. Ora a Napoli, dopo primi e secondi posti, cosa diranno? Il Napoli è forte, Allegri farà meglio di Conte in Champions, lui gestisce meglio la settimana e le partite ravvicinate, non le vive con un fastidio come Conte, ma lui fa primo e secondo in Serie A". Non male, eh! Sarà che il nostro Trevisani è un tifoso milanista - non ne ho alcuna certezza - deluso, a dir poco, ma neanche io avrei saputo fare di meglio. E non parlatemi del remare a favore o del remare contro, degli animi aizzati e di quelli avviliti.

Viviamo un'epoca in cui tutti vedono e rivedono ogni immagine, sentono e vagliano ogni notizia e, più che un popolo di suggestionati, sono diventati una pletora di suggestionatori. Perfino giornalisti di lungo corso, nient'affatto opportunisti o mutevoli come banderuole, seguono ormai questa marea montante di leoni da tastiera e avventori incontinenti delle trasmissioni sportive.

Il risultato finale è che sembra non si possa parlare male del tecnico livornese, uno che (a quanto sembra) si è fatto pagare da Aurelio De Laurentiis la parcella non goduta dal Milan, grazie a un lauto ritocco dello stipendio azzurro. Se quanto appena detto fosse realmente vero, allora sì che, a qualunque latitudine del tifo, saremmo di fronte a un esempio di "calcio rivoltante", intendendosi con questo termine "qualcosa di profondamente spiacevole, tale da provocare repulsione fisica o morale". Ora, senza voler esagerare e stando attenti a non sovrastimare il danno che un allenatore di calcio può arrecare a una squadra, a una società e a uno sport, invito tutti - compreso me stesso - ad attendere la prova (quasi certa) dei fatti.