Sì, "Il pesce puzza dalla testa", ma il problema non riguarda più questo o quel presidente, questo o quell'arbitro, questo o quel dirigente, ma il movimento calcistico nella sua interezza.
Quando si assisteva a un inesorabile declino internazionale - dopo essersi compiaciuti per anni di vittorie casalinghe in serie e domini da pollaio e senza che fosse fatto nulla per ridare ossigeno e nuove idee a un mondo mefitico - nessuno ha posto la questione al centro del dibattito, ma ha preferito le riunioni cospiratorie a casa di qualche alto prelato societario.
Ah le società! Sempre più straniere, anonime e balbettanti parole come sport ed equità.
