Che dire oggi del Napoli, che ha perso ignominiosamente anche a Venezia contro una squadra in coma, sorretta da tre cose: il cambio allenatore, un Juan Jesus in formato scudetto e la totale insipienza dei partenopei.
Quanto al primo punto, non resta che registrare l'ormai costituzionale incapacità degli azzurri a gestire queste situazioni, che li connotano sempre più come puerili e immaturi. Sul brasiliano si accresce il mistero per non aver trattenuto un calciatore bravo, serio, che conosceva a menadito il calcio italiano, fortemente legato alla maglia, uomo spogliatoio e non dall'alto costo, per prenderne un altro in prestito, che giocava poco o nulla, che costava di più e che poteva avere seri problemi di ambientamento.
In merito all'insipienza degli uomini a disposizione di Allegri (campagna acquisti o meno) resta ancora da stabilire se sia una patologia del singolo o del gruppo. Depongo per la seconda. Qualunque sia la verità dei fatti, prometto che non dirò più "l'avevo detto!". Mi sembra più giusto e utile ribadire che il vero problema è lo spirito di squadra mai posseduto o non trovato. E la ragione è semplice.
Il Napoli paga lo scotto di voler adattare un vestito di taglia incompatibile al corpo che oggi trascina con sé. Altro che De Bruyne o Politano. E tutto ciò a causa di un tecnico sbagliato per caratteristiche di gioco e momento storico suo e della squadra.
Lo staff tecnico si arrabbatta, così, a cercare la quadratura di un cerchio di fatto irrealizzabile. Prima 4 in difesa, poi 3; prima Rafa Marin sempre e per sempre, poi Beukema, fino a ora impreparato o ignorato (non è dato sapere). E come se non bastasse quel pasticcio a Villarreal di capitan Di Lorenzo a sinistra e Politano a tutta fascia, principale scelta responsabile dell'orrore compiuto dal romano - abituato ad avere il toscano alle spalle, a cui appoggiarsi e da cui farsi lanciare - che ha ridato vigore agli spagnoli. Volete che continui?
Il Napoli ha uomini da sfruttare per giocare a 3 a centrocampo. Lo stesso McTominay è più efficace da mezzala che da sottopunta. Non ci vuole il Mago Otelma per saperlo. E quando (se) torna Anguissa come giocherà il vincitore seriale di scudetti, su cui tanta fiducia (e soldi) ha riposto Aurelio De Laurentiis? E De Bruyne? In quale parte del campo migrerà in futuro? E Gilmour vi sembra il miglior partner dell'insostituibile Lobotka in una partita contro l'ultima in classifica? Che muscoli andavano messi? Piuttosto gesti tecnici sopraffini, estro e ardore vulcanici. Ah questi sconosciuti!
